Link: 27 settembre in campo per informazione e sensibilizzazione su crisi climatica e ruolo della Ricerca

di redazione
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Comunicato Link Coordinamento Universitario – Nella serata del 27 settembre, dopo la giornata di mobilitazione per il terzo sciopero globale del clima dichiarato dal movimento di Fridays for Future, in tutta Italia sì svolgerà anche la Notte dei Ricercatori, un evento in cui le università usciranno dai loro edifici, dalle loro aule, dai loro laboratori, per incontrare la cittadinanza, occasione che non capita spesso, ma che invece dovrebbe essere al centro di come pensiamo che l’università e la ricerca dovrebbero interagire con il territorio.

Siamo studenti e studentesse, ricercatori e ricercatrici, persone che lavorano ogni giorno all’interno degli atenei e degli enti di ricerca, spinti non solo dalla curiosità di conoscere cose nuove, ma anche dall’ambizione di vedere un miglioramento nel mondo grazie alle conoscenze che produciamo ogni giorno.

Crediamo infatti che oggi più che mai che ciò che studiamo, che scopriamo e su cui svolgiamo ricerca possano ricoprire un ruolo importante nel cambiamento reale e concreto della società, nella soluzione dei problemi che attraversa, a partire dalla crisi ambientale e climatica e dalla questione delle disuguaglianze sociali ed economiche.

Tuttavia ancora oggi ci troviamo in un Paese che non investe abbastanza in istruzione e ricerca, in cui il settore è sottofinanziato da decenni e in cui i ricercatori degli enti che svolgono un lavoro fondamentale nello studio dei cambiamenti climatici, devono attraversare una lunga condizione di precarietà lavorativa, senza avere la garanzia di una stabilizzazione.

E’ per questo che assieme a dottorandi e dottorande, ricercatori e ricercatrici, parteciperemo attivamente alle Notti dei Ricercatori che si svolgeranno negli atenei del paese, organizzando dibattiti, iniziative, momenti di informazione e sensibilizzazione sulla crisi climatica e sul ruolo della Ricerca, perché la comunità accademica tutta aderisca alla lotta contro il cambiamento climatico, e perché solo un’università e una ricerca realmente libere e finanziate possono rilanciare il futuro del paese e del pianeta.

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