“Lingua e cultura italiana” nel mondo, indagine Commissione Cultura e CQIE: diffusione legata a nostro modello formativo, riconosciuto come speciale

di redazione
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Il Comitato per le questioni degli italiani all’Estero e la Commissione Cultura del Senato hanno realizzato un’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo.

Il documento scaturito dall’indagine è stato approvato dalla Commissione e dal Comitato nella seduta del 18 ottobre u.s., come riferito su aise.it

Dall’indagine, come possiamo leggere nelle Conclusioni del documento, è emersa  la richiesta di una politica linguistica di qualità, di una “cabina di regia” che, tuttavia, sarebbe inutile senza un approccio sistematico nella raccolta dei dati e nello studio dei bisogni, senza una valutazione di efficacia degli strumenti e degli obiettivi che devono essere regolarmente monitorati con premi e sanzioni.

E’ emersa inoltre una critica all’insistenza relativa alla promozione della lingua in relazione al turismo e all’economia in generale. Cosa che si rivela come sintomo di povertà culturale, contrastando con l’attenzione riservata al nostro modello di Istruzione, come si evince dall’indagine medesima.

E’ stata, inoltre, sottolineata la politica di risparmi che ha investito la promozione e la diffusione dell’italiano nel mondo.

Due, in conclusione, gli elementi importanti emersi dall’indagine:

– da un lato, la grande varietà di richieste e di esperienze che caratterizza le differenti aree geografiche e il consolidamento di una nuova tipologia di emigrati, che si affianca all’emigrazione di vecchia data;

– dall’altro, il fatto che la richiesta di più lingua e cultura italiana è stata significativamente affiancata dalla richiesta di formazione italiana, con ciò riconoscendo un valore speciale al sistema formativo italiano non solo per i metodi all’avanguardia nell’educazione dell’infanzia e nell’integrazione, ma anche (e questo non dovrebbe stupire) per la tradizione culturale improntata allo sviluppo della logica e del pensiero critico, che ci derivano dall’impianto liceale ormai patrimonio solo di alcuni Paesi europei, tra cui il nostro.

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