L’inflazione galoppa, lo stipendio non risponde: Anief decide di chiedere il conto al giudice, mancano 4.000 euro a lavoratore

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Come può una indennità di vacanza contrattuale del 6% coprire l’inflazione galoppante che negli ultimi 30 mesi ha toccato il 18%?

Evidentemente non è possibile. Non possono pareggiare tanto disavanzo 1.000 euro lordi a dipendente, che corrispondono a meno di 580 euro: la somma non è affatto adeguata a quanto previsto dalla legge per tutelare il lavoratore in assenza di rinnovo contrattuale e per questo l’Anief ha prodotto una doppia contestazione, da presentare in sede giudiziaria, a seconda della propria posizione professionale nella scuola.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “solo nel 2022 il costo della vita è salito di oltre 8 punti percentuali e lo scorso anno le cose sono andate solo leggermente meglio: quindi, gli importi fissati dal governo risultano tutt’altro che soddisfacenti. Sulla base di ciò è chiaro che l’indennità di vacanza contrattuale introdotta come una tantum va considerata del tutto inadeguata: il nostro Ufficio Studi ha calcolato che mancano all’appello circa 4mila euro. Inoltre, viene ritenuto ingiustificato il diverso trattamento, lasciati prima fuori senza alcuna motivazione dall’importo forfettario di dicembre 2023 e da questo mese riceventi una porzione di indennità non allineata a quella dei colleghi di ruolo”.

Il sindacato Anief ha per questi motivi deciso di presentare dei ricorsi specifici per i precari: l’obiettivo è permettere di recuperare l’una tantum sull’indennità di vacanza contrattuale oggi negata, più delle procedure di diffida a tutela di tutti gli insegnanti e Ata di ruolo così da fare recuperare loro per intero l’indennità di vacanza contrattuale al 50% del tasso di inflazione programmata, con risarcimenti che arrivano a 4.000 euro a lavoratore. In questo secondo ricorso si chiede anche il recupero del 2013, con ricadute positive sull’anzianità professionale ed economica. Avere ottenuto per i precari in tribunale la Carta del docente, la ricostruzione della carriera, delle ferie non godute e degli scatti automatici in busta paga è il nostro biglietto da visita: ogni dipendente, di ruolo e precario, saprà fare le sue considerazioni.

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