Rientro a settembre, linee guida sull’aerazione nelle scuole: ecco cosa prevedono gli esperti

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In arrivo le linee guida in merito ai dispositivi di purificazione e sanificazione oltre che agli standard minimi di qualità dell’aria nelle scuole.
Si tratta di un provvedimento molto atteso che viene varato da un’equipe composta dal Centro Nazionale Sostanze Chimiche e protezione del Consumatore, Dipartimento Malattie Infettive dall’Istituto Superiore di Sanità.

In base a quanto raccolto da Orizzonte Scuola, i tecnici daranno indicazioni alle scuole in merito ai dispositivi di sanificazione, igienizzazione e purificazione dell’aria.

Gli esperti scrivono che la scelta “sull’opportunità di utilizzo” della soluzione tecnica, deve effettuata da personale qualificato in considerazione della valutazione dei rischi e deve tenere anche presenti gli obiettivi che si intendono raggiungere (es. ricambio d’aria, abbattimento carica patogeni nell’aria e/o del materiale particellare), nel caso di utilizzo di apparecchi mobili, se l’uso è continuo o al bisogno.

I requisiti e le informazioni rappresentano un riferimento per la selezione dei sistemi e per le procedure da adottare all’interno delle strutture scolastiche. Alcuni Stati membri (es. Belgio e Germania) di recente hanno promosso iniziative ed emanato norme nazionali destinate a regolamentare gli aspetti tecnici legati al funzionamento delle tecnologie di purificazione/depurazione procedendo alla loro registrazione obbligatoria.

Il Belgio ha introdotto nella propria legislazione disposizioni che prevedono requisiti e condizioni che devono seguire i produttori dei dispositivi di purificazione dell’aria per commercializzare i prodotti destinati agli spazi pubblici, nell’ambito della lotta al COVID-19.  Anche la Germania ha emanato una norma di riferimento sui requisiti e specifiche tecniche per fabbricanti/responsabili dell’immissione in commercio di depuratori d’aria mobili per ridurre la trasmissione di malattie infettive tramite aerosol.

Come raccomandazioni generali, i dispositivi/apparecchi qualora destinati agli ambienti scolastici, devono essere chiaramente identificabili, sicuri, efficaci, utilizzabili in presenza di astanti se previsto dal costruttore e solo in condizioni di sicurezza, muniti, ove necessario, di dispositivi/sensori in (sottoprodotti) e, nonché di principali parametri microclimatici.

Possono essere utilizzati anche gli apparecchi polivalenti (es. strumenti che garantiscano sia il ricambio d’aria e/o filtrazione di particolato e/o abbattimento della carica dei patogeni e/o abbattimento di sostanze organiche o altri inquinanti chimici) anche combinati con prodotti/sistemi per la sanificazione delle superfici.

Ulteriori requisisti da prendere in considerazione sono: facile utilizzo e installazione; bassi costi di attivazione, operatività manutenzione per garantire le prestazioni iniziali e continue dei dispositivi (es. ridotti consumi elettrici e/o ridotti costi di componenti, di smaltimento dei filtri, lampade, ecc.); bassi livelli/classi emissive di rumorosità; impatto ambientale minimo (es. sostituzione dei filtri, lampade e sensori).

Gli apparecchi scelti dovrebbero essere sempre accompagnati da documentazione attestante test specifici che dimostrino: efficacia e sicurezza nelle condizioni di utilizzo, in ambienti simili agli ambienti scolastici in cui si intendono installare (es. volume degli ambienti testati, tassi di ricambio dell’aria, modello di occupazione); durata di funzionamento che influenza la capacità di abbassare la concentrazione degli inquinanti; frequenza della manutenzione per un corretto funzionamento; livello/classe rumore dB, durante il funzionamento alla massima portata d’aria.

Così come segnala il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, anche qualora le classi si dotassero dei dispositivi di aerazione, studenti, insegnanti e lavoratori non sarebbero dispensati dall’osservare i protocolli di sicurezza che prevedono, ad esempio, di indossare le mascherine se si è impossibilitati a mantenere il distanziamento fisico.

Il documento, però, come specificato da più parti, in realtà è deficitaria di indicazioni operative per i dirigenti scolastici in vista della riapertura dell’anno scolastico.

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