L’inclusione via web, l’ITD-CNR, la didattica a distanza e l’hashtag #scuolainclusivaacasa

Con il Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, pubblicato in GU Serie Generale n. 45 del 23 marzo 2020, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID19”, il Governo ha introdotto disposizioni che interessano anche le Istituzioni scolastiche.

A tal riguardo, i provvedimenti adottati dall’Esecutivo, successivamente, e finalizzati ad assicurare una gestione dell’emergenza adeguata all’evolversi della situazione, hanno disposto la sospensione delle attività didattiche, prevedendo l’attuazione di modalità di insegnamento/apprendimento a distanza, con particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Nello specifico il Dpcm dell’8 marzo 2020, tra i molteplici approvati e nei quali si fa espresso riferimento alla scuola, invita i dirigenti scolastici ad attivare “per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza”.

Il Dpcm, altresì, specifica che è necessario assicurare particolare attenzione a quelle che sono le “specifiche esigenze degli studenti con disabilità”. Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 63, all’articolo 7, comma 3, destinava una sovvenzione di 10 milioni di euro l’anno per l’acquisto di sussidi didattici per le scuole che danno accoglienza alunne e alunni, studentesse e studenti con abilità diversa, attestata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104. L’azione finanziaria, negli anni, è stata finalizzata allo sviluppo dell’efficacia delle proposte educative e didattiche esclusive attraverso l’uso di strumentazioni idonee a agevolare l’apprendimento di alunni e studenti con disabilità sulla base dei loro specifici bisogni formativi. In base a quel decreto legislativo le scuole possono richiedere sussidi didattici e attrezzature tecniche e inoltre ogni altra forma di ausilio tecnico nell’ambito delle tecnologie assistive per la didattica inclusiva.

La Nota MIUR 388 del 17/03/2020 che individua le “Prime indicazioni operative per le attività a didattiche a distanza” si legge “[…] • continuare a perseguire il compito sociale e formativo del “fare scuola”, ma “non a scuola” e del fare, per l’appunto, “comunità”. • Mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di

appartenenza, combatte il rischio di isolamento e di demotivazione. • Nella consapevolezza che nulla può sostituire appieno ciò che avviene, in presenza, in una classe, si tratta pur sempre di dare vita a un “ambiente di apprendimento”, per quanto inconsueto nella percezione e nell’esperienza comuni, da creare, abitare, rimodulare di volta in volta …”, naturalmente con una maggiore attenzione per i soggetti con disabilità.

Una battaglia mondiale

La Convenzione diritti persone con disabilità, voluto dall’ONU nel 2006, all’Articolo 24 riferito all’Istruzione, recita “1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione … senza discriminazioni e su una base di eguaglianza di opportunità … il sistema educativo … offra, nel corso dell’intera vita, possibilità di istruzione finalizzate: (a) al pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana; (b) allo sviluppo, da parte delle persone con disabilità, della propria personalità, dei talenti e della creatività, come pure delle proprie abilità fisiche e mentali, fino al loro massimo potenziale; (c) … a mettere in grado … di partecipare effettivamente a una società libera”.

Il 22 febbraio 2018 veniva presentato al MIUR il documento “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, frutto del lavoro del Comitato scientifico per le Indicazioni nazionali della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di istruzione. Il documento propone alle scuole una rilettura delle Indicazioni nazionali emanate nel 2012 ed entrate in vigore dall’anno scolastico 2013/2014 attraverso la lente delle competenze di cittadinanza, di cui si propone il rilancio e il rafforzamento.

Alla pagina 7 […] si legge “alla scuola spetta il compito di fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi un’identità consapevole e aperta”.

Alla pagina 9 […], invece, “La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione”.

Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’inclusione educativa

In questo momento particolare della storia della scuola italiana, l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (che possiamo considerare come il solo istituto scientifico italiano completamente consacrato alla ricerca sull’innovazione educativa, quella trasmessa dall’integrazione di strumenti e metodi costruiti sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione) ha attivato una specifica area di ricerca relativa all’Inclusione Educativa nel quale è affrontato il rapporto fra educazione e studenti con bisogni educativi speciali. Con riferimento, naturalmente, ai disabili, agli immigrati, agli studenti con difficoltà di apprendimento o a quelli impossibilitati alla normale frequenza scolastica. Con un chiaro e inequivocabile riferimento al concetto di inclusione. La scommessa culturale e educativa è, dunque, quella di non inserire più gli studenti BES, all’interno di un sistema già strutturato (aperto ma, nella sostanza, immobile) quanto piuttosto quella di produrre contesti e comunità di apprendimento, che potrebbero, e di fatto lo fanno, strutturarsi in itinere in base alle peculiarità e ai bisogni dei singoli. In una prospettiva evidente di fare della scuola un contesto culturale davvero di tutti ma, contemporaneamente, adatto a ciascuno.

L’ITD-CNR e la didattica a distanza

In questo momento che, i più, continuano a definire del “Coronavirus” e che, invece, potremmo definire della “lentezza riconquistata” che (comunque la si legge) ha completamente cambiato il nostro approccio alla vita, alla società e al lavoro (al lavoro nel variegato mondo della scuola), i ricercatori dell’ITD-CNR con l’intento nobile di supportare i docenti, hanno messo a disposizione i loro ambienti di formazione “orientati alla didattica a distanza e la realizzazione di una serie di azioni orientate a promuovere una didattica inclusiva”. Spazio accessibile al seguente link https://sd2.itd.cnr.it/corsiformazione/course/view.php?id=40.

Nello spazio in progress, per i docenti che lo volessero, “sono presenti:

  • un’area di confronto e di condivisione tra i docenti e gli esperti;
  • una sezione per ciascun webinar;
  • una serie di sezioni dedicate ad un tema specifico dove sono presenti videolezioni, video-tutorial orientati a dare indicazioni operative e metodologiche e altri materiali”.

In questo spazio i docenti possono avere accesso a qualificate indicazioni operative, possono confrontarsi tra loro e con gli esperti, mostrare ad altri colleghi materiali didattici autoprodotti, mettere in relazione idee, informazioni ed esperienze. Nelle molteplici sezioni si affrontano temi specifici (spesso con l’ausilio di un webinar, una videolezione o un video tutorial), a cui si associa un forum di confronto collegato ai contenuti che sono stati affrontati. Ciò rende tutto meglio utilizzabile.

Le sezioni per gli insegnanti di sostegno

Tra le sezioni che si suggeriscono, in special modo agli insegnanti di sostegno, si segnalano:

  • Risorse digitali per l’apprendimento
  • Non solo cloud: l’inclusione a distanza si fa anche con…
  • Classe ibrida e COVID19: criticità e soluzioni
  • Buone pratiche con alunni con BES in un IC
  • Scuola a distanza e alunni nello spettro dell’autismo
  • CO-llaborare VI-rtualmente per la D-idattica
  • A distanza ma vicini: esperienze nella scuola dell’infanzia
  • Il docente di sostegno tra classi virtuali, videolezioni e newtiquette
  • APP-rendiamo a distanza nella scuola dell’infanzia
  • Coding a distanza con Scratch
  • Da scuola a casa: usiamo la multimedialità per raccontare storie
  • Didattica inclusiva della matematica nella scuola primaria: il progetto per contare di ASPHI.

A cosa serve e come cambia la “Didattica a Distanza” per i soggetti con disabilità

Per far comprendere quanto sia innovativa la “Didattica a Distanza” basta fare riferimento a Tommaso d’Aquino (sec. XII) e alla sua Summa Theologiae che individua otto elementi fondamentali della struttura dell’azione morale che Claudia Munaro utilizza per considerare la rinnovata “Progettazione con la tecnica 5W + 3Q”. In che cosa consiste? La Munaro mette a confronto le 8 domande di Tommaso d’Aquino, le 5W e, infine, cosa ci serve considerare nel progettare (in italiano) gli interventi educativi nella scuola COVID-19 e, ancora di più, nella scuola adatta a tutti. Le otto domande del filosofo di Aquino erano: Quis, Quid, Quando, Ubi Cur, Quantum, Quomodo, Quibus Auxiliis. Nelle 5W della comunicazione, in inglese, ricordiamo: “Who”, “What”, “When”, “Where”, “Why”. In questo caso, mancano i corrispondenti di Quantum, Quomodo, Quibus Auxiliis. In italiano, invece, abbiamo tutti i corrispondenti della Summa Teologiae, ovvero: «Chi», «Che cosa», «Quando», «Dove», «Perché», «Quanto», «In che modo» e «Con quali mezzi» (• telefonata, • videochiamata • videoconferenza, • con il compagno, • con un familiare, • in autonomia …).

A progettare è il “Consiglio di Classe / Equipe pedagogica / Intersezione”.

Approccio sistemico e approccio procedurale

Ma nel caso specifico di alunni con disabilità, di cosa effettivamente c’è bisogno e con quale approccio dobbiamo operare? Gli approcci che si suggerisce di utilizzare sono due: l’approccio sistemico e l’approccio procedurale. Per l’approccio sistemico dobbiamo considerare le alleanze interne (team/cdc, coordinatore inclusione, animatore digitale, dirigente scolastico) e le alleanze esterne (famiglia, specialisti, Cts, sportello autismo); per l’approccio procedurale dobbiamo, invece, considerare, come suggerisce Munaro, le tipologie connessioni (affettiva, sociale, cognitiva, ludica e defaticante); gli obiettivi (benessere, sostenibilità e relazione); must (cooperazione, rispetto, conoscenze, normativa, conoscenze, tecniche, conoscenze, ASD); Azioni DaD (progettare, condividere, attivare, affiancare, co-valutare).

Condividere

Ma la cosa che maggiormente deve essere attenzionato è l’elemento della condivisione. Non immaginiamoci detentori del sapere e neppure progettisti unici del percorso del nostro alunno con disabilità.

Ma che vuol dire condividere? E con chi? Condividere in particolare con la famiglia per verificare la sostenibilità della proposta concordando: spazi, tempi, forme di comunicazione, appuntamenti di relazione,

momenti propedeutici di insegnamento al genitore nella nuova veste di «insegnante».

Attivare DaD in ASD

Come attivare la DaD in presenza di alunni con disabilità? Intanto serve, ed è indispensabile, un rapporto serio tra insegnante curricolare (che non è il divino capo e neppure l’onnisciente) e l’insegnante sostegno (che non è l’insegnante di seconda categoria ma neppure quello che opera senza consultarsi con nessuno).

Come devono essere le proposte educative-didattiche. In sequenza dovrebbero essere: • anticipate, • motivante, • strutturate e graduali (tempi, spazi, modalità di comunicazione, modalità di relazione, contenuti), • rinforzate, • monitorate se funzionali al benessere dell’alunno e della famiglia.

Dopo COVID 19

La DaD, dopo COVID 19, è una modalità valida di insegnamento che bisognerebbe attivare sempre e per tutti gli alunni. Nello specifico:

  • Per chi? Per tutti / oppure solo alunni ASD con livello gravità 1 / in base alle caratteristiche personali e del disturbo …
  • Con che % di utilizzo? Rispetto alla DiP (Didattica in Presenza) quante più volte è possibile.
  • Per quali attività? Per attività relazionali / sociali / cognitive / ludiche / defaticanti.
  • In che forma? Diadica (adulto-alunno, compagno-compagno) / triadica / piccolo gruppo / classe.
  • Con quali mezzi tecnologici? Con email / videochiamata / videoconferenza / chat room.
  • Con che tempi? Settimanale/ mensile/ a progetto quelli della classe/ personalizzati / graduali.

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