L’inclusione non è un’isola

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L’inclusione scolastica riveste un carattere di particolare rilevanza in questa fase pandemica dove bisogna far coincidere le esigenze degli alunni con le stringenti normative di prevenzione al Covid-19. In questo contesto si inserisce il convegno di Erickson “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale” che si svolgerà in presenza a Rimini dal 12 al 14 novembre e avrà una parte dedicata a distanza fino al 30 novembre. Ne abbiamo parlato con il Professor Francesco Zambotti, pedagogista, responsabile area educazione Erickson, Docente universitario di pedagogia speciale e tecnologie per l’inclusione.

Professor Zambotti, “L’inclusione non è un’isola” è il motto che accompagna il vostro convegno, che quest’anno vivrà una formula mista tra presenza e distanza. Ci dice quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per quanto riguarda l’inclusione?

Il motto “l’inclusione non è un’isola” sottolinea l’obiettivo principale del convegno. La necessità di abbandonare definitivamente l’idea di inclusione come qualcosa di separato, di specialistico, di riferito a un gruppo specifico e isolato di studenti. L’inclusione riguarda tutte le persone con le loro diversità di caratteristiche personali e ambientali. L’obiettivo principale è quello di iniziare veramente a ragionare in ottica ecosistemica, multiprofessionale, di cambiamento reale delle prassi didattiche e sociali per promuovere percorsi educativi di crescita significativi. Utilizzare al meglio le risorse e le competenze dei professionisti della Scuola e del mondo clinico e sociale per leggere attentamente i bisogni e proporre un cambiamento culturale nel segno dell’equità e dell’efficacia: questo è l’obiettivo di fondo su cui ragioneremo insieme a Rimini la prossima settimana.

Sono tante le novità in questo anno scolastico, dal PEI in chiave ICF alla nuova valutazione nella scuola primaria. Come districarsi e quali suggerimenti proponete ai docenti.

Lo sfondo di queste novità legislative è comune ed è coerente con una visione significativa ed ecologica dei percorsi di vita e di studio degli alunni e delle alunne. Abbiamo realizzato moltissime iniziative differenti nel corso dell’ultimo anno, sia tramite i nostri corsi di formazioni e le nostre opere editoriali, ma anche grazie a cicli di webinar dedicati e liberamente fruibili per accompagnare i docenti innanzitutto a capire il cambio culturale di mentalità dietro questi apparati normativi e poi anche alla compilazione degli strumenti necessari. Al centro di queste due novità risiede una visione profonda di osservazione, conoscenza e lettura dello studente. La valutazione mette al centro la programmazione didattica, i processi di autovalutazione, i sistemi di verifica e descrizione delle competenze apprese. Il nuovo PEI coerentemente prevede una programmazione individualizzata in ottica di progetto di vita che sia responsabilità di tutti i docenti, che faccia interagire in una visione ecologica e sistemica tutti gli attori per raggiungere obiettivi comuni e coerenti.

Fare integrazione non è mai facile, voi proponete varie soluzioni, a cominciare dalla progettazione didattica all’Universal Design for Learning. Ci aiuta a capire meglio?

Di Universal Design for Learning si parla ormai da molti anni anche in Italia. Quest’anno, dopo le linee guida pubblicate già nel 2016, abbiamo pubblicato il volume “UDL in pratica” a cura di Murawski e Scott, con un adattamento al contesto italiano a cura di Silvia Dell’Anna. UDL è per noi uno degli scenari su cui puntare maggiormente per implementare strategie realmente inclusive perché al centro dell’idea di progettazione universale risiede la valorizzazione delle differenze presenti in classe o nella scuola. È un passaggio fondamentale per pianificare e progettare l’inclusione a partire dalle differenze che ho a disposizione, abbandonando l’idea di adattamento del contesto per rispondere ad un’esigenza particolare. Nella progettazione universale io programmo la mia azione educativa e didattica cercando di eliminare più ostacoli possibili alla base (che mi porteranno poi a dover adattare contesti e contenuti per rispondere esigenze specifiche) e anzi cerco di valorizzare il più possibile per tutti i vantaggi che derivano dalla differenziazione. È un grande cambiamento, che certamente richiede ancora tempo per essere del tutto compreso e reso azione quotidiana da parte della Scuola.

Quando parliamo di inclusione generalmente si pensa ai ragazzi con bisogni educativi speciali, dimenticandoci degli studenti gifted. Ci aiuta a capire quali studenti rientrano in questa categoria e quali sono le criticità che si trovano a vivere?

Questo è certamente uno degli ambiti su cui ci stiamo muovendo maggiormente come Erickson, proprio perché i bisogni di questi studenti rimangono spesso non visti o non ascoltati. La dott.ssa Lara Milan, CEO di SeM Italy©, con cui Erickson ha recentemente avviato una proficua collaborazione, ci avverte sul pericolo di difficoltà scolastiche per studenti ad alto potenziale: “Gli studenti gifted, gifted underachievers e twice-exceptional sono studenti con bisogni educativi speciali e, se non adeguatamente supportati e stimolati, potrebbero essere a rischio di sottorendimento o di abbandono scolastico. Per questi studenti è necessaria una didattica personalizzata che solo recentemente è stata riconosciuta nella Nota MIUR 562 del 3 Aprile 2019 che prevede la redazione di un PDP per studenti plusdotati.”

Un’ultima domanda sul suo intervento che sarà dedicato allo sviluppo del talento per una scuola più equa e inclusiva, deve ci parlerà anche della Pedagogia del Modello di Arricchimenti Scolastico. Ci spiega cos’è e quali benefici potrà apportare al mondo Scuola?

Nel corso del convegno avrà il piacere di approfondire il Modello SEM (The Schoolwide Enrichment Model, che in italiano è appunto tradotto come Modello di Arricchimento Scolastico) ideato proprio dai Professori Renzulli e Reis che parteciperanno ai lavori insieme alla dott.ssa Milan, responsabile di SEM Italy©.

Proprio Lara Milan sottolinea l’importanza inclusiva del modello SEM, in quanto “permette di infondere attività di arricchimento all’interno del regolare curricolo scolastico in ambiti e aspetti che normalmente non vengono trattati a scuola, tenendo conto non solo delle aree di forza dei singoli studenti ma anche degli interessi, stili di apprendimento e stili espressivi dei discenti. Le attività SEM hanno lo scopo di valorizzazione il talento e il potenziale individuale di tutti gli studenti, con particolare attenzione verso gli studenti plusdotati, a rischio di sottorendimento scolastico e doppiamente eccezionali, in un’ottica inclusiva”.

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