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L’inclusione degli alunni con disabilità e l’educatore di plesso: in allegato la sperimentazione all’IC Randi di Ravenna

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Il “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” contiene informazioni sulle pratiche per l’inclusione degli alunni disabili; definisce i ruoli ed i compiti di ciascuno; traccia le linee di tutte quelle attività volte a favorire un reale percorso educativo e di apprendimento e migliorare il processo di inclusione degli alunni con disabilità. Il protocollo si rifà alla Legge Quadro n. 104 del 1992, ai successivi decreti applicativi, alle “Linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità” emanate dal MIUR nell’agosto del 2009 e al Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66 e dal Decreto Legislativo 7 agosto 2019, n. 96, recante disposizioni integrative e correttive al D.Lgs 66/2017. La Sentenza n. 9795/2021 del Tar del Lazio ha annullato il Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020, emanato ai sensi dell’art. 7, comma 2-ter del D.Lgs. 66/2017 relativo all’“Adozione del modello nazionale di PEI e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità”.

Il processo di inclusione è irreversibile

Il processo di inclusione, come si legge nelle Linee Guida, è irreversibile e trova nell’educazione “il momento prioritario del proprio sviluppo e della propria maturazione”. Compito della scuola, come è precisato nel celeberrimo “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e utilizzato nell’autorevole Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, diretto dal dirigente scolastico prof. Mirco Banzola, uomo dalle spiccate qualità gestionali, è quello di essere “una comunità educante, che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentirne il massimo sviluppo. Una scuola non solo per sapere dunque ma anche per crescere, attraverso l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità, autonomia, nei margini delle capacità individuali, mediante interventi specifici da attuare sullo sfondo costante e imprescindibile dell’istruzione e della socializzazione”.

Cosa faranno i genitori

La famiglia viene coinvolta attivamente nel processo educativo dell’alunno, partecipando al Gruppo di Lavoro Operativo (G.L.O.) per l’elaborazione del P.D.F. e l’approvazione, monitoraggio e verifica del P.E.I. Nel caso che si tratti di una prima iscrizione, la Funzione Strumentale per l’inclusione alunni con disabilità convoca i genitori e presenta l’insegnante di sostegno e il coordinatore della classe in cui l’alunno è stato inserito.

Cosa farà la scuola: Il Consiglio di Classe/Team Docente

Il Consiglio di Classe/Team docente, come è evidenziato nel “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e utilizzato dall’Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, si adopera al coordinamento delle attività didattiche, alla preparazione dei materiali e a quanto può consentire all’alunno/a con disabilità, sulla base dei suoi bisogni e delle sue necessità, la piena partecipazione allo svolgimento della vita scolastica nella sua classe. La programmazione delle attività è realizzata da tutti i docenti curricolari, i quali, insieme all’insegnante di sostegno e all’educatore, definiscono gli obiettivi educativi e di apprendimento per gli alunni con disabilità, in correlazione con quelli previsti per l’intera classe, individuano gli strumenti e le strategie da adottare. La documentazione relativa alla programmazione deve essere resa disponibile alle famiglie, al fine di consentire loro la conoscenza del percorso formativo concordato pianificato.

Cosa farà la scuola: I Docenti di sostegno

“I docenti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di intersezione, di interclasse, di classe e dei collegi dei docenti.” (Testo Unico L. 297/94) Il docente è assegnato alla classe per le attività di sostegno, nel senso che oltre a intervenire sulla base di una preparazione specifica nelle ore in classe collabora con l’insegnante curricolare e con il Consiglio di Classe/Team docente affinché l’iter formativo dell’alunno possa continuare anche in sua assenza. (Linee guida per l’integrazione scolastica).

Cosa farà la scuola: Il Personale ATA

Il CCNL 1998/2001, Tabella A/1 Profilo del collaboratore scolastico, indica tra le mansioni: “l’ausilio materiale agli alunni disabili nell’accesso alle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse. Può svolgere assistenza agli alunni disabili all’interno delle strutture scolastiche, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale anche con riferimento all’assistenza al bagno, la cura della persona, l’aiuto e la vigilanza durante il pasto.

Personale educativo-assistenziale e educatore di plesso: la sperimentazione dell’IC Randi di Ravenna

A partire dall’a.s. 2021-2022 l’IC Randi ha avviato una sperimentazione con il Comune di Ravenna sull’introduzione della figura dell’educatore di plesso in tutte le scuole dell’istituto comprensivo. L’educatore di plesso è un modello organizzativo che prevede la presenza di un’équipe di educatori, di norma stabile e continuativa all’interno del plesso scolastico, che operano al fine di:

  • garantire un maggior radicamento degli educatori nel sistema scolastico;
  • minimizzare la frammentazione/parcellizzazione delle risorse educative su Istituti Comprensivi;
  • favorire la continuità educativa e la strutturata collaborazione con il personale docente, di sostegno e curriculare;
  • valorizzare le competenze e la professionalità della figura dell’educatore, incrementandone la qualità del lavoro;
  • realizzare interventi inclusivi efficaci, efficienti e di qualità.

L’agire educativo si esplicita attraverso la progettazione, la programmazione e la realizzazione di interventi individualizzati

L’educatore, come è evidenziato nel “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e utilizzato dall’Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, opera per l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità, e di riflesso nell’intero sistema di vita, di tutti gli alunni attraverso il potenziamento dell’autonomia, della comunicazione personale e della relazione con gli adulti e gli altri alunni. L’agire educativo si esplicita attraverso la progettazione, la programmazione e la realizzazione di interventi individualizzati che promuovono lo sviluppo e il benessere degli alunni con disabilità certificata e di interventi rivolti al gruppo classe (laboratori, lavori a piccolo gruppo, ecc.) e/o al plesso che promuovano l’effettiva diffusione della cultura inclusiva all’interno dell’istituto scolastico. Gli interventi educativi sono finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti nei Piani Educativi Individualizzati degli alunni/e con disabilità e si svolgono in stretta collaborazione con il team docenti, sotto la responsabilità didattica del Consiglio di classe/Team docente e sotto la supervisione complessiva del Dirigente Scolastico.

Cosa faranno gli specialisti AUSL

Gli specialisti AUSL contribuiscono, con l’istituzione scolastica, alla fase di osservazione preliminare e di valutazione dei dati per l’aggiornamento della diagnosi clinica, funzionale e della Certificazione per l’Integrazione Scolastica (C.I.S). Inoltre, partecipano agli incontri periodici dei G.L.O. per l’approvazione, il monitoraggio e la valutazione del P.E.I., collaborano alle iniziative educative e di integrazione predisposte dalla scuola, verificano il livello e la qualità dell’inclusione nelle classi dell’istituto, danno consigli nella stesura degli obiettivi individualizzati del P.E.I. e collaborano all’aggiornamento ed alla stesura del P.D.F. attraverso il confronto con la scuola e la famiglia, illustrano i tempi e le modalità di svolgimento degli interventi terapeutici abilitativi e riabilitativi, anche extrascolastici, di cui l’alunno può avere bisogno.

Cosa farà l’Ente Locale – U.O. Diritto allo Studio

In base all’Accordo di Programma 2016-2020, l’Ente Locale si impegna a fornire il personale specialistico, educativo e assistenziale, e le eventuali risorse strumentali necessarie a realizzare quanto previsto nel P.E.I contribuendo, così, alla promozione dell’inclusione scolastica ed extrascolastica degli alunni con disabilità. Assicura, come è evidenziato nel “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e utilizzato dall’Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, la partecipazione del suddetto personale al processo educativo in relazione agli aspetti dell’autonomia, delle abilità relazionali, della socializzazione e dell’apprendimento e alle riunioni collegiali di progettazione e verifica dell’attività educativo-didattica. Inoltre, concorrere all’integrazione degli interventi per l’inclusione scolastica con i progetti extrascolastici a sostegno dell’alunno e della famiglia. Provvede ed assicura, nei limiti delle risorse disponibili, il servizio per il trasporto per l’inclusione scolastica nonché l’accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche statali.

LA DOCUMENTAZIONE

LE FASI DEL PROGETTO DI INCLUSIONE

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