L’impossibilità sopravvenuta: riflessioni intorno alla problematica del contingente minimo. Lettera

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Inviata da Salvatore Di Biase – In riferimento alla Nota Miur 323 del 10/03/2020, emanata questa mattina e rivendicata dai maggiori sindacati nazionali, firmatari del Contratto e non, volevo, da semplice lavoratore della scuola, far presente alcune osservazione di diritto civile, amministrativo, di eguaglianza di trattamento nel rapporto di lavoro

L’impossibilità sopravvenuta, che si legge alla fine della Nota indicata, ai sensi dell’art. 1256 cod. civ., estingue l’obbligazione quando per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile.

E su questo poco da riflettere.

Ovvero, la prestazione si estingue quando:

1. diventa impossibile eseguirla;

2. tale impossibilità è successiva al momento in cui è nato il rapporto obbligatorio (infatti, se l’impossibilità è originaria il rapporto obbligatorio non viene proprio ad esistenza);

3. l’impossibilità è inimputabile al debitore.

Ad una più attenta lettura delle responsabilità derivanti dal caso specifico è opportuno, se non inevitabile, esaminare separatamente, dunque, due concetti: quello di impossibilità e quello di inimputabilità.

Tale norma va letta e coordinata con l’articolo 1218. (Responsabilità del debitore).

Ad una prima lettura dell’articolo 1256, infatti, sembrerebbe quasi che la legge dica che quando la prestazione è impossibile per causa imputabile l’obbligazione non si estingue e il debitore continua a rimanere obbligato; in realtà, se si tiene presente l’articolo 1218 e la disciplina dell’inadempimento, la disciplina normativa complessiva risulta essere la seguente:

• se la prestazione diventa impossibile e la causa dell’impossibilità non è imputabile al debitore l’obbligazione si estingue;

• se la prestazione diventa impossibile, e la causa dell’impossibilità è imputabile al debitore, allora il debitore è tenuto al risarcimento del danno, in quanto deve considerarsi inadempiente.
L’impossibilità sopravvenuta in realtà non contempla un modo di estinzione dell’obbligazione ma piuttosto un limite di responsabilità, come è chiaramente detto all’articolo 1218.

Si potrebbe obiettare che l’impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile sia una causa di esonero da responsabilità è esatto, ma è pur vero che essa ha anche l’effetto di liberare il debitore, cioè di estinguere l’obbligazione.

L’impossibilità inimputabile quindi, ha due effetti:

1. estingue l’obbligazione

2. libera il debitore da responsabilità.

L’Ope legis investigata annulla e riduce l’azione sindacale, visibilmente illegittima nella ratio, poiché distrugge una eguaglianza insita nella legge stessa e non giustifica alcun diritto risarcitorio in obbligazioni di ferie “inalienabili”.

 

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