L’importanza di rendere partecipi i genitori, le periodiche comunicazioni dei docenti: dai colloqui settimanali e quadrimestrali, al PTOF e le attività aggiuntive. Come lavorare al meglio

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L’intensificazione del rapporto scuola-famiglia, alla luce anche dei recenti episodi (per la verità molto limitati ma presenti, purtroppo, in alcune realtà scolastiche), è non solo fondamentale ma, in alcuni casi, indispensabile e da supporto al complessivo intervento che pone in essere la scuola e che attuano, nella loro libertà di insegnamento, i docenti.

Libertà che, inutile dirlo, il video che sta girando sui social, in queste ore, mina profondamente, ledendo, in maniera evidente e preoccupante, anche la dignità dei docenti. E non solo dei docenti coinvolti direttamente in questo barbaro attentato alla nostra professione, ma di tutti i docenti. Docenti che, prescindendo l’ordine e il grado, sono, giornalmente, costretti a confrontarsi con esigenze mutate, aspettative, talvolta, inverosimili e con veementi attacchi alla persona (il docente, ina maniera particolare, ma anche i tanti DS) e all’istituzione scolastica.

Ecco perché questo rapporto è necessario che si intensifichi, anche se appare complicato attuare un processo condiviso. Ciò non vuol dire andare incontro a posizioni inconciliabili con la nostra funzione educativa e con gli interessi, preminenti dei loro figli e dei nostri alunni. Vuole dire ascoltarli di più, persuaderli della bontà della nostra azione didattica, educativa e formativa, e coinvolgerli in alcuni (non in tutti, naturalmente) processi che attengono alla sfera dell’apprendimento-insegnamento. Possibile farlo? Credo proprio di sì.

I colloqui settimana, mensili, quadrimestrali

L’orario di servizio settimanale dei docenti, per la verità, non prevede espressamente un’ora per i colloqui con i genitori e con gli alunni maggiorenni. Prevede però, in generale parlando, un rapporto costante e puntuale con i genitori e gli alunni maggiorenni. La normativa vivifica la portata educativa e relazionale degli stessi. Sta a noi docenti attribuirne fortezza, rilevanza, fondamentale caratterizzazione. Farlo a nostra richiesta e farlo a richiesta dei genitori, specie di chi ha necessità di confrontarsi, di condividere preoccupazioni, di chiedere chiarimenti, di esporre stati d’animo. Sì, anche questi ultimi. Farlo nel rispetto da un lato della nostra professionalità e dall’altro anche dei nostri impegni personali e familiari. Sarebbe utile (è utile, per la verità) stabilire modi e tempi per “andare incontro” ai nostri genitori. Chissà se la tanto accesa critica contro il sistema scuola, contro di noi, contro le politiche educative, possa ricollocarsi nell’alveo della normale dialettica tra genitori e docenti, tra famiglia e scuola.

Gli incontri quadrimestrali e annuali

Apprezzabile l’intento, di spessore educativo dell’Istituto statale di istruzione superiore “Vincenzo Manzini” di San Daniele del Friuli, diretto con grande capacità manageriale dalla dirigente scolastico dr.ssa Carla Cozzi, quando sottolinea, nell’allegato F al “Regolamento di Istituto, ovvero nel “Regolamento sull’organizzazione Scolastica” che “Saranno programmati annualmente due incontri pomeridiani delle famiglie con gli insegnanti della scuola. Inoltre, qualora se ne ravvisi la necessità, verranno inviate alle famiglie tempestive informazioni scritte relative, secondo i casi, alla frequenza, al profitto, al comportamento dell’alunno: in particolare, saranno comunque comunicate alle famiglie le valutazioni quadrimestrali e anche quelle inter-quadrimestrali, eventualmente accompagnate dalla segnalazione degli interventi di sostegno e di recupero che l’alunno deve sostenere e l’esito di tali interventi”.

Informazione sul Piano dell’offerta formativa

Ma l’Istituto, richiamato come eccellente esempio di attenzione anche a queste dinamiche relazionali, va oltre nelle previsioni, prevedendo che “All’inizio dell’anno scolastico il coordinatore del Consiglio di classe illustra agli studenti ed alle famiglie le opportunità offerte dal Piano dell’offerta formativa, comprensivo di tutte le attività e iniziative didattiche e formative facoltative e/o opzionali”. Si tratta, indubbiamente, per fare quadrato attorno all’alunno e alla scuola, al genitore e al docente, al dirigente scolastico e, nel complesso, ad ogni politica educativa e formativa.

Le attività didattiche aggiuntive

Si legge nel regolamento. richiamato come ottima pratica e come esempio di “buona scuola”, dell’Istituto statale di istruzione superiore “Vincenzo Manzini” di San Daniele del Friuli in provincia di Udine, che le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo i tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.

Le comunicazioni ai genitori

Le comunicazioni agli alunni e ai genitori – si legge nel regolamento dell’Istituto statale di istruzione superiore “Vincenzo Manzini” di San Daniele del Friuli a supporto di questa importante relazione educativa – sono fatte normalmente con circolari scritte inviate in lettura nelle classi. In forma ufficiale viene adottata anche la pubblicazione all’albo e sul sito web, in particolare per gli atti che devono essere portati a conoscenza di tutti.

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