Concorso maestre, idoneità anche per insegnare inglese. Polemica

di redazione
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Inviato da Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria – La questione della conoscenza delle lingue straniere è centrale per la società contemporanea; la scuola deve rispondere a questa esigenza e garantire un apprendimento efficace fin dall’infanzia.

È per questo che il reclutamento degli insegnanti di inglese nella scuola primaria deve essere scrupoloso e attento.

Anche il nuovo concorso straordinario per infanzia e primaria valuterà l’abilità di comprensione scritta e produzione orale e le relative competenze didattiche in inglese di livello B2, anzi, farà di più: attribuirà l’idoneità all’insegnamento della lingua inglese per i candidati che conseguiranno un punteggio pari o superiore a 3 dei 5 punti attribuibili alla prova.

Questo si legge nella bozza di griglia di valutazione, mentre il Decreto Ministeriale che regolamenta il concorso, già firmato dal ministro dell’istruzione Bussetti, è in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Per insegnare una lingua straniera nella scuola primaria è necessaria una conoscenza della stessa a livello B2 del Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), un sistema descrittivo internazionale per valutare le capacità linguistiche. In genere l’attribuzione di un livello avviene accertando le competenze in quattro abilità principali: Listening (Ascolto); Reading (Lettura); Writing (Scrittura); Speaking (Produzione Orale).

Il B2 è un livello intermedio, conseguirlo implica la capacità di comprendere le idee principali di testi complessi su argomenti sia concreti sia astratti, comprese le discussioni tecniche sul suo campo di specializzazione. Si deve essere in grado di interagire con una certa scioltezza e spontaneità tali da avere un’interazione naturale con i parlanti nativi senza sforzo per l’interlocutore. Inoltre si deve essere in grado di produrre un testo chiaro e dettagliato su un’ampia gamma di argomenti e spiegare un punto di vista su un argomento fornendo i pro e i contro delle varie opzioni.

La domanda sorge spontanea: in assenza di altre certificazioni può una prova orale di breve durata attribuire un’idoneità B2 a docenti che entreranno in classe?

Passino le abilità di ascolto e parlato, ma come verranno accertate quelle di scrittura e lettura?

Come si accerterà se i candidati sono in grado di produrre un testo chiaro e dettagliato su un’ampia gamma di argomenti?

Come sarà possibile, in un tempo limitato, sottoporre al candidato testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comprese le discussioni tecniche sul suo campo di specializzazione, per capire se ne comprende le idee principali?

Se è vero che l’acquisizione di una seconda lingua è favorita dall’approccio ecologico, che stimoli strategie globali e analitiche, non è ammissibile portare in classe insegnanti che non possiedono le competenze necessarie a promuovere questa acquisizione.

Il Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria ritiene questa modalità di valutazione inappropriata e assolutamente insufficiente a produrre un’idoneità all’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria.

Rimaniamo convinti della necessità di sistemi di reclutamento equi e sistematici, che non producano disparità di trattamento e non ledano il diritto degli alunni ad avere la miglior qualità dell’istruzione possibile.

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