L’importanza della scrittura a mano al tempo della didattica a distanza! Lettera

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Inviato da Mario Bocola – In questo tempo di didattica a distanza e dell’utilizzo delle nuove tecnologie cerchiamo in momento di riflettere sulle modalità di scrittura.

Un tempo non esistevano i computer, non esistevano i cellulari eppure l’unico modo di scrivere era quello a mano. Ora, invece, abbiamo dimenticato di scrivere a mano, non sappiamo più impegnare una penna in mano. Ci pesa, ci sembra un macigno tra le dita eppure è così leggera che sul un semplice le parole dovrebbero scorrere sui tratti di un filo usando la penna.

Anticamente si scriveva con le penne d’oca che si intingevano nei calamai. E chi non ricorda i vecchi banchi inclinati dove era posto il calamaio. Poi siamo passati alla penne stilografiche a bassi costo per giungere alle biro, ossia le penne a largo uso e consumo.

É importante e fondamentale per i bambini e gli adolescenti utilizzare le penne per iniziare a scrivere. Scrivere a mano è fondamentale soprattutto per lo sviluppo del pensiero. Si tratta di un esercizio mentale molto efficace soprattutto per lo sviluppo cognitivo dei nostri alunni.

È stato studiato scientificamente che esiste una stretta correlazione tra la penna e il cervello. La scrittura a mano è intrinsecamente legata con la nostra struttura cerebrale e scrivere con la penna affina molto le capacità cognitive degli alunni. Insomma esiste un filo diretto tra la scrittura a mano e il cervello.

Scrivere invece al computer non produce la stessa efficacia della scrittura a mano. Quella fatta al computer è una scrittura avara, meccanica, priva di sentimenti. Insomma è una scrittura fine a sé stessa.

Un tempo si scrivevano le lettere a mano e quanti pensieri dolci, ricchi di vero sentimento, di amore correvano attraverso il filo della scrittura a mano. Ora si utilizzano i messaggi, le emoticon e gli adolescenti (e non soltanto loro) hanno dimenticato il piacere delle emozioni e dei sentimenti che si provano con la scrittura. I nostri alunni è vero che sono nativi digitali, ma facciamoli ancora innamorare della scrittura a mano.

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