L’impatto positivo degli esami musicali Trinity – l’esperienza della scuola di musica Cluster di Milano

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Gli esami musicali Trinity College London come guida nell’approccio didattico e di apprendimento. Fornire ai docenti obiettivi chiari verso i quali lavorare e motivare gli studenti a progredire attraverso un percorso graduato.

Di questo e di preziosi consigli per insegnanti e musicisti impegnati nella preparazione degli esami Trinity di Classica & Jazz e Rock & Pop abbiamo parlato con Vicky Schaetzinger, musicista professionista e pianista della cantante Milva per oltre quindici anni e direttrice della prestigiosa scuola di musica Cluster, con sede a Milano, che ha giocato un ruolo importante nel lancio degli esami musicali Trinity nell’anno 2012-13.

Qual è stato l’impatto degli esami Trinity sulla sua scuola?

L’incontro con Trinity College London è stato fondamentale nel percorso di crescita di Cluster, scuola che ho co-fondato con Massimo Dall’Omo nel 1999. Nel 2012 siamo diventati infatti sede di esami Trinity Classical & Jazz e Rock&Pop: ricordo ancora l’emozione alla vigilia della prima sessione di esami e la grande gioia quando ci è stato comunicato che tutti i nostri candidati avevano passato la prova con ottimi voti! Fu l’inizio di una nuova era per Cluster e da allora la scuola è proprio cambiata.

Essere sede Trinity rappresenta un’occasione meravigliosa. Per noi è infatti fondamentale“rendere la musica una nostra compagna di vita” e da questo punto di vista, grazie anche ai suoi esami graduati, Trinity è ottimale per stimolare i nostri studenti verso un apprendimento continuo, fornendo loro obiettivi di apprendimento chiari verso cui puntare.

Non è un caso che la sua scuola, oltre a essere ormai una sede Trinity storica in Italia, prepari gli studenti per gradi e tipologie di esami diversi.

Proprio così: i nostri percorsi si basano sui Grades del syllabus Trinity, integrati da una personalizzazione operata dal docente. Prepariamo i nostri allievi su diversi programmi, ma in particolare li esortiamo a cimentarsi negli esami Trinity Rock & Pop, dei quali abbiamo ormai una lunga esperienza dato che siamo stati i primi a proporli. Trinity Rock & Pop è infatti qualcosa di unico: le canzoni e le basi sono fantastiche e il continuo miglioramento fatto da Trinity sui programmi ha avuto una ricaduta estremamente positiva su docenti e studenti, i quali amano questo esame in egual misura.

Avendo alle spalle un totale di oltre 1500 candidati agli esami Classica & Jazz e Rock & Pop, il rapporto della vostra scuola con Trinity è molto consolidato, al punto che la scuola è stata scelta per un progetto per la formazione di nuovi esaminatori. Ce ne può parlare?

In sostanza, Trinity desidera formare dei nuovi esaminatori nei Paesi in cui operano. In quanto sede di esami con grande esperienza che fa del syllabus Trinity un punto fermo della propria didattica, ci è stato chiesto se potevamo mettere a disposizione dei candidati di diversi gradi e strumenti per organizzare due sessioni di simulazioni di esame – il 14 settembre e il 2 ottobre – in cui i futuri esaminatori Trinity potessero fare pratica “sul campo”: non a caso questa parte del percorso è stata chiamata Field Days. Il nostro referente interno, il Maestro Antonello Fiamma è stato il tramite tra Cluster e la sede di Londra, svolgendo un prezioso lavoro organizzativo e musicale.

Parlando di esaminatori, ciò che ho sempre notato con grande piacere di Trinity è il fatto che gli examiner non sono dei didatti, ma dei musicisti, ovvero dei professionisti abituati a calcare il palco.

Qual è stata l’esperienza della sua scuola a proposito degli esami digitali introdotti lo scorso anno?

Quella dei Digital Gradesè stata un’esperienza molto positiva che è stata accolta con entusiasmo dai candidati e che, tra l’altro, li ha aiutati a riflettere sul’importanza dell’estemporaneità nella performance musicale.

Ha giustamente fatto riferimento al termine performance: può spiegarci, anche alla luce della sua notevole esperienza di musicista ai massimi livelli, come mai l’elemento della performance che caratterizza gli esami Trinity è così importante?

Tutti gli esaminatori Trinity dimostrano sempre una particolare attenzione alla presenza scenica e questo è un aspetto fondamentale nella formazione di un musicista. L’esame Trinity è una vera e propria performance, per cui un consiglio che do sempre ai candidati è di non subire passivamente l’esame. Nella musica convivono comunicazione e trasferimento di emozioni, per cui se l’esame viene considerato come un semplice giudizio tecnico il risultato è che il talento e l’espressività ne verranno penalizzati. Studiare musica è un viaggio dentro noi stessi, che però diventa poi condivisione con gli altri… Sono aspetti che vengono considerati all’interno degli esami Trinity, contribuendo a renderli così apprezzati da tutti: studenti e docenti.
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