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Limitazioni quota 100 ed esercizio delle arti: chiarimenti

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Pensione Quota 100

I limiti imposti dalla quota 100 possono diventare anche molto pesanti. Vediamo nello specifico.

La quota 100 prevede una limitazione che molte volte viene sottovalutata, il divieto di cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione. Perchè questa limitazione non vieta solo il lavoro ma anche la percezione di redditi derivanti da tante altre attività che, se protratta nel tempo, può creare anche un disagio.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno, ho avuto occasione di leggere sul canale telegram alcune risposte circa le limitazioni di quota 100.
Mi rendo conto che sperare possiate darmi una risposta immediata sia chiedervi moltissimo ma, l’anticipo della data di fine ottobre per la domanda è il problema.

Le mie domande sono inerenti al reddito derivato da esercizio di arti 

Quindi mi chiedo, potrei fare una mostra pubblica? E vendere un quadro a persona privata? 
Collaborare come consulenza per un libro?
Avere un blog?
Eventuale progetto con una scuola sotto forma di esperto non dichiaratamente in campo artistico ma didattico, con compenso occasionale non superiore a €5000?
E un progetto con una fondazione privata? Consulenze?
O ancora rimborsi spese vive come spostamenti?
Tutto ciò per sempre o fino a 67 anni?  
Vi ringrazio moltissimo per l’attenzione.

Chissà perché questo accanimento con le arti … quando di arte sola non si può vivere

Cordiali saluti,

Limitazioni quota 100

Nella circolare INPS 117 del 2019 l’INPS chiarisce quali sono i redditi incumulabili con la pensione quota 100. E non si tratta solo di lavoro dipendente o lavoro autonomo, esistono tutta una serie di sfumature che precludono al percettore di quota 100 anche l’esercizio delle arti.

Nella circolare l’INPS chiarisce che rimangono incumulabili con la quota 100:

  • compensi percepiti per l’esercizio di arti;
  • redditi di impresa connessi ad attività di lavoro, nonché le partecipazioni agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione nei casi in cui l’apporto è costituito dalla prestazione di lavoro (cfr. il messaggio n. 59 del 12 marzo 1997). Ove non sia svolta attività lavorativa, gli interessati potranno rendere la dichiarazione di responsabilità in ordine alla qualità di socio che partecipa con capitale senza espletare attività lavorativa. In tali casi le Strutture territoriali considereranno il reddito conseguito come reddito da capitale e, quindi, cumulabile con la prestazione pensionistica (cfr. il messaggio n. 292 del 31 ottobre 2001);
  • diritti di autore;
  • brevetti.

La stessa circolare specifica che per l’incumulabilità, invece, non rileva i seguenti redditi:

  • indennità percepite dagli amministratori locali in applicazione dell’articolo 82 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – TUEL (cfr. il messaggio n. 340/2003) e, più in generale, tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (cfr. la circolare n. 58/1998);
  • redditi di impresa non connessi ad attività di lavoro, nonché le partecipazioni agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione nei casi in cui l’apporto non è costituito dalla prestazione di lavoro (cfr. il messaggio n. 59 del 12 marzo 1997). Ove non sia svolta attività lavorativa, gli interessati potranno rendere la dichiarazione di responsabilità in ordine alla qualità di socio che partecipa con capitale senza espletare attività lavorativa. In tali casi le Strutture territoriali considereranno il reddito conseguito come reddito da capitale e, quindi, cumulabile con la prestazione pensionistica (cfr. il messaggio n. 292 del 31 ottobre 2001);
  • compensi percepiti per l’esercizio della funzione sacerdotale ai sensi dell’articolo 24 della legge 20 maggio 1985, n. 222 (cfr. informativa ex Inpdap n. 11/2003, p. 2);
  • indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace (cfr. l’articolo 11, comma 4-bis, della legge 21 novembre 1991, n. 374);
  • indennità percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni ai sensi dell’articolo 8 della legge 22 luglio 1997, n. 276 (cfr. la circolare n. 67 del 24 marzo 2000);
  • indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice tributario a norma dell’articolo 86 della legge 21 novembre 2000, n. 342 (cfr. la circolare n. 20 del 26 gennaio 2001);
  • indennità sostitutiva del preavviso in quanto ha natura risarcitoria e non retributiva (cfr. la circolare n. 53635 AGO – n. 842 R.C.V. – n. 3535 O./99 del 17.4.1987 p. 3);
  • redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private (articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503);
  • indennità percepite per le trasferte e missioni fuori del territorio comunale, i rimborsi per spese di viaggio e di trasporto, spese di alloggio, spese di vitto che non concorrono a formare il reddito imponibile ai sensi del TUIR;
  • indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale, di cui al decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, e ss.mm.ii. (cfr. la circolare n. 77 del 24 maggio 2019).

Per rispondere alle sue specifiche domande, quindi, sicuramente può esporre i suoi quadri in una mostra ma senza che questo comporti un guadagno.

La consulenza per un libro potrebbe configurarsi come lavoro autonomo occasionale basta che non vi sia coordinamento da parte del committente e che non si protragga troppo nel tempo (se si tratta di una consulenza una tantum, quindi, dovrebbe rientrare nei redditi cumulabili).

Il blog, ovviamente, può averlo ma senza ricavare un utile da questo (senza, quindi, esporre banner pubblicitari poichè in questo caso non si tratta di lavoro occasionale, essendo il banner pubblicitario esposto 365 giorni l’anno ed indipendentemente dal guadagno).

Un progetto con la scuola, proprio perchè si tratta di un progetto, non può delinearsi come lavoro autonomo occasionale anche se il compenso è nei limiti dei 5000 euro.

I rimborsi spese per gli spostamenti, come può vedere dalla stessa circolare dell’INPS sono cumulabili con la pensione quota 100.

Putroppo il confine tra quello che è consentito e quello che non lo è con la quota 100 è molto sottile e se si supera quel confine il rischio di vedersi sospendere la pensione per un intero anno è concreto. Proprio per questo le consiglio, qualsiasi sia l’attività che voglia svolgere di consultarsi sempre prima con il suo commercialista per capire se rischia o meno la sospensione della pensione.

In ogni caso il divieto di cumulo opera fino al compimento dei 67 anni.

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