Lifelong learning e Orientamento permanente: un percorso esperenziale centrato sull’apprendimento autonomo

di Myriam Caratù

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Con l’espressione lifewide learning, spesso usata in associazione a lifelong learning (apprendimento lungo tutto il corso della vita), ci si riferisce a un processo d’istruzione e di formazione che abbracci tutti gli aspetti della vita e che avvenga in ogni luogo di vita (non soltanto negli spazi deputati all’apprendimento formale come scuole, Università, centri di ricerca ecc.).

Se il concetto dunque ha una stretta connessione con la continuità orizzontale delle scuole, è pur vero che ha un focus maggiore sulla questione delle competenze permanenti, ovvero quelle che gli alunni devono acquisire al termine del ciclo d’istruzione obbligatoria – ma che rafforzano un percorso di apprendimento continuo prolungato per l’intero arco della vita dello studente (lifelong learning significa infatti apprendimento permanente).

Apprendimento e Orientamento permanente

Il concetto di apprendimento permanente è strettamente connesso a quello di orientamento permanente, nel senso che se un soggetto

vuole porsi in un’ottica di apprendimento permanente, deve essere necessariamente supportato lungo tutto l’arco della vita da un orientamento permanente che possa essere fruibile in tutte le occasioni in cui debba compiere importanti scelte di formazione o lavorative.

Tale compito, cruciale in età evolutiva, spetta alla scuola: il processo di orientamento, infatti, si configura come diritto permanente finalizzato a promuovere l’occupazione attiva, la crescita economica e l’inclusione sociale, e rappresenta, nel panorama italiano dell’istruzione e della formazione, parte integrante del percorso educativo, a partire dalla scuola dell’infanzia.

L’Orientamento: definizione

Nelle scienze educative il termine può assumere due accezioni:

– orientamento come elemento fondamentale dell’agire umano, determinante nel processo di autorealizzazione;

– orientamento come obiettivo correlato alla funzione educativa.

Secondo l’UNESCO, orientare significa porre l’individuo in grado di prendere coscienza di sé e di progredire per l’adeguamento dei suoi studi e della sua professione alle mutevoli esigenze della vita.

L’Orientamento: il processo

Dal punto di vista pedagogico, l’orientamento è un’azione educativa che consiste nell’utilizzo di un insieme di conoscenze e di interventi mediante cui l’educatore aiuta l’alunno a operare scelte motivate.

Per far ciò, il docente o l’educatore deve essere in grado di svolgere alcune attività:

1. identificare gli interessi, le capacità, le competenze e le attitudini dell’allievo;

2. fargli identificare opportunità e risorse e metterle in relazione con i vincoli e i condizionamenti;

3.fargli capire quali decisioni prendere, in modo responsabile, in merito all’istruzione, alla formazione, all’occupazione e al proprio ruolo nella società;

4. aiutarlo a progettare e realizzare i propri progetti;

5. insegnargli a gestire percorsi attivi nell’ambito dell’istruzione, della formazione e del lavoro e in tutte quelle situazioni in cui le sue capacità e le sue competenze sono messe in atto.

La legge in vigore

Le “Linee guida dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, adottate nel 2019, si allineano con recenti documenti europei (“New Skills Agenda for Europe 2016”) che prevedono programmi per un’alfabetizzazione universale, attraverso un’educazione equa e inclusiva che miri a sviluppare uno stile di vita sostenibile nelle tre dimensioni della sostenibilità appunto (economica, sociale e ambientale, secondo l’Agenda ONU 2030 per una crescita sostenibile).

Nella legge summenzionata compare per la prima volta il termine PCTO (“percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, già detti “alternanza scuola-lavoro”), che devono integrare:

– la dimensione curriculare, ovvero disciplinare e scolastica;

– la dimensione esperenziale, cioè la messa in pratica delle competenze;

– la dimensione orientativa, cioè l’avvio a una pianificazione consapevole della propria vita.

Da qui, l’esigenza di ristrutturare la propria concezione di orientamento non più solo come informazione, ma come un percorso esperienziale centrato sull’apprendimento autonomo – certamente coadiuvato da una figura docente di riferimento che possa coordinare un sistema integrato di orientamento dove studente, famiglia e contesto si aiutino vicendevolmente.

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