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LifeComp e le sfide del tempo: competenze per la vita e le nuove modalità di apprendimento in tempi di transizioni d’ogni genere e di mancanza di empatia

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“È possibile insegnare a una persona a pensare in modo critico, a controllare le proprie emozioni o a diventare più empatica verso gli altri. Queste competenze sono fondamentali affinché le persone possano determinare il proprio percorso professionale e per il proprio benessere”. Come addivenire a un simile importante traguardo e in quanto tempo? La scuola, l’università o la vita intera? Stiamo vivendo in un periodo di transizione, che ci costringe, nella quotidianità, a sfide sia come individui sia come comunità nella quale viviamo e per la quale ci impegniamo. I cambiamenti nella società prodotti da un crescente e incontrollato processo migratorio e non solo dai Paesi poveri ai ricchi, ma anche tra Paesi ricchi, la rapida trasformazione del mondo del lavoro dovuta alla digitalizzazione e la transizione puntata e più indirizzata verso economie climaticamente neutre sono solo alcuni esempi. c’è necessità di più che solamente di nuove competenze e conoscenze in specificate aree se vogliamo avere la padronanza e cooperare a dare forma alle sfide che ne derivano. C’è necessità, ed è forte e pressante, di competenze ad ampio raggio che ci forniscano strumenti adeguati per affrontare le condizioni più diverse della nostra vita.

Il quadro LifeComp vuole rendere giustizia a queste diverse sfide

Il quadro LifeComp vuole fornire le soluzioni migliori, quelle più adeguate e competitive, per le diverse sfide. Esprime, complessivamente, nove competenze chiave, alcune delle quali si raccolgono in maggior misura sulla organizzazione interiore, mentre altre, quelle sulle quali costruiamo la nostra vita, sono più orientate all’azione. Unitamente, però, mostrano un quadro olistico di competenze trasversali per lo sviluppo personale e sociale ininterrotto. Come siamo abituati a dire: per tutto l’arco della nostra vita. LifeComp è un framework concettuale. Possiamo dire, con certezza e, perché no, con grande orgoglio pedagogico, che non è né un framework normativo né un quadro delle qualifiche. Direziona, piuttosto, il suo attento sguardo e il suo impegni, a creare un linguaggio e una struttura condivisi da attivare in vari contesti della nostra vita; a prescindere dall’età o dalla fase della vita. In questo modo può dare una base per la organizzazione di piani di istruzione e attività di studio ed essere immesso in contesti educativi formali, non formali e informali. Ovunque, cioè. Più generalmente parlando lungo il sentiero, talvolta tortuoso, della nostra vita e del dipanarsi del nostro essere.

Il quadro delle LifeComp e la sua strutturazione

Il quadro è diviso in tre aree: personale, sociale e imparare ad imparare. A ciascuno di questi campi o quadri sono attribuiti tre diverse competenze. A seguire la sua strutturazione necessaria per costruire percorsi e la vita stessa nostra e dei nostri alunni.

Struttura e definizione delle competenze

Iniziamo questa descrizione dal basso per ritornare, alla fine del percorso, all’area personale. Non viceversa, dunque, come ci hanno abituati e molti descrivono.

Area dell’Imparare ad imparare

Gestire l’apprendimento: pianificare, organizzare, monitorare e rivedere il proprio apprendimento

Mentalità di crescita: fiducia nel proprio potenziale e in quello degli altri per apprendere e progredire continuamente

Pensiero critico: valutazione di informazioni e argomentazioni per supportare conclusioni ragionate e sviluppare soluzioni innovative

Area sociale

Comunicazione: utilizzo di strategie di comunicazione pertinenti, codici e strumenti specifici del dominio, a seconda del contesto e del contenuto

Empatia: la comprensione delle emozioni, delle esperienze e dei valori di un’altra persona e la fornitura di risposte adeguate

Collaborazione: impegno in attività di gruppo e lavoro di squadra riconoscendo e rispettando gli altri

Area personale

Benessere: ricerca della soddisfazione di vita, cura della salute fisica, mentale e sociale e adozione di uno stile di vita sostenibile

Autoregolazione: consapevolezza e gestione delle emozioni, dei pensieri e del comportamento

Flessibilità: capacità di gestire le transizioni e l’incertezza e di affrontare le sfide

Competenze trasversali e orientate alla crescita

Le aree, precedentemente individuate, e le relative competenze sono mostrate in modo sintetico (aperte alle poliedriche interpretazioni pedagogiche, metodologiche, psicologiche e sociologiche) e viene spiegato il loro rilievo come competenze chiave. Sono, molto sovente, ricordati le connessioni con altre competenze e quadri. Per quanto riguarda la “Flessibilità”, ad esempio, si fa nesso a ciò che rappresenta EntreComp ( European Entrepreneurship Competence Framework), che espone questa competenza in modo più minuzioso. Per quanto riguarda la “Comunicazione” – che valuta sia la comunicazione digitale, asincrona, sia la comunicazione vis a vis – si fa attinenza al Framework DigComp.

La metafora dell’albero

La metafora dell’albero ha lo scopo di disegnare sia la modalità attraverso la quale le competenze chiave sono disposte verso la crescita personale, sia l’interdipendenza delle competenze. La terra e le radici dell’albero – afferma D. Stahl – presentano il contesto socioculturale in cui avviene lo sviluppo personale. Il modo in cui le competenze vengono ottenute è, ovviamente, influenzato da quanto tale contesto sia di sostegno o di impedimento.

Esempio di competenza: consapevolezza, comprensione, azione

Ogni competenza da noi presa a riferimento e inserita, a pieno titolo, nel nostro progetto didattico ed educativo, oltre che formativo, naturalmente, è spiegata in modo più dettagliato utilizzando tre descrittori che seguono l’esempio “consapevolezza, comprensione e azione”. Per fare un esempio, ecco i tre descrittori che guidano, autorevolmente e compiutamente, la competenza “Benessere”:

  • Scelta di uno stile di vita sostenibile che tuteli l’ambiente e il benessere fisico.
  • Consapevolezza che il comportamento individuale, le caratteristiche personali e i fattori sociali e ambientali influenzano la salute e il benessere.
  • Comprendere i rischi potenziali per il benessere e utilizzare informazioni e servizi affidabili per la salute e la protezione sociale.

I descrittori intesi come dimensioni di competenza

La collocazione di tali descrittori non vuole, in nessuna maniera, riprodurre la serie in cui vengono acquisite le competenze né neanche un tipo di gerarchia. Preferibilmente, vanno intesi – scrive D. Stahl – come dimensioni di competenza in cui può avvenire lo sviluppo delle competenze. Sfortunatamente, ciò è negato dalla visualizzazione dei descrittori adoperando l’albero, che catalogo esplicitamente i livelli specifici, vale a dire “germoglio, fiore, frutto”.

Il quadro LifeComp come chiave di vita?

Le competenze chiave, come è a tutti noto, sono state pensate, immaginate e strutturate, in modo comprensibile e organizzato. LifeComp è stato sviluppato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea, JRC e ha ricevuto il sostegno sotto forma di consulenza da parte di accademici. Ciò, evidentemente, vuol dire che il quadro ha una grande base professionale. Però, in termini di valutazione d’insieme, alcuni aspetti sono sicuramente criticabili.

Resilienza ed empatia

LifeComp è teso a rafforzare la resilienza, ovvero la capacità di aggredire positivamente ogni problema o questione della vita e riprendersi dalle avversità, dall’incertezza e dai conflitti. La resilienza è sicuramente una qualità attraente in tempi di transizione. L’acquisizione di competenze e resilienza in circostanze eccezionali dimostrerà che tutti gli individui possano soddisfare le nuove esigenze in un tempo molto breve. Senza dubbio – scrive D. Stahl – assistiamo a una maggiore radicalizzazione nella nostra società e a una grave mancanza di empatia e di comunicazione produttiva. Se le competenze chiave vengono integrate con successo in tutto il campo dell’istruzione, possiamo almeno sperare di moderare questi sviluppi.

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