Liceo quadriennale ovvero il liceo liofilizzato. Lettera

di redazione
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Inviato da Biagio Biancardi (UIL Scuola Napoli) – Quando un governo vuole dimostrare di essere moderno ed all’avanguardia ha un settore privilegiato per operare: la Scuola.

Il nostro sistema Formativo è stato “Sfregiato” da Riforme e Riformette. Tramontata la 107 -che vive un triste crepuscolo- il ministro Fedeli ha pensato bene agli inizi di Agosto di rispolverare una mini-sperimentazione: il Liceo breve o Internazionale. Nato con il ministro Carrozza nel 2013 è stato sperimentato in 12 scuole, alcune statali ed altre paritarie. Ed ha “vivacchiato” stancamente sino agli inizi di Agosto. A Napoli ha aderito il Liceo Garibaldi, una nobile decaduta.

Quest’anno gli allievi si sono diplomati, ma con quale esito? Boh, non si sa. Un velo di oscurità avvolge la sperimentazione. Chissà perche? Quali i pregi e quali i difetti non è dato sapere. In Italia le sperimentazioni sono sempre fine a se stesse. Ciò nonostante la Fedeli ha riesumato il Liceo breve estendendolo anche ai Tecnici et voila’: titoli e titoloni sui mass-media ed interviste a gogò. La Uil Scuola ama confrontarsi con le proposte ministeriali entrando nel merito, senza pregiudizi, scomuniche o scagliando una bella fatwa; ma questo confronto è ostico perché la propaganda predomina su tutto. Non a caso Alcide De Gasperi diceva che <<Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni>>. Se destrutturiamo Il Liceo Quadriennale emergono alcuni assiomi.

1°Assioma (i giuristi la chiamerebbero Grundnorm): bisogna ridurre di un anno la durata delle superiori affinchè gli studenti escano dalla Scuola a 18 anni e non a 19, perché così fa l’Europa e si potranno inserire prima nel mondo del lavoro. Non è vero. Su 28 Stati della UE c’è una suddivisione fifty-fifty in merito all’età di uscita dalla Secondaria Superiore, con i paesi Scandinavi spesso additati a modello, che fanno terminare gli studi superiori a 19 anni. Accorciare il percorso scolastico favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro? L’esperienza dell’Università 2X3 non corrobora tale tesi, anzi. Sembra quasi che si voglia attuare questo schema: Maturità Breve; Università Breve (c.d. Mini Laurea); Lavoro Breve. Ma se il problema è di anticipare l’uscita non sarebbe più logico anticipare di 1 anno l’iscrizione alla primaria senza stravolgere gli studi liceali?

2°Assioma: la didattica laboratoriale. Evviva tutto risolto, i ragazzi invece di studiare fanno un po’ di lezioni con una bella Lim ed il problema dell’apprendimento è subito risolto. Magari fosse così!

3°Assioma: le lingue. Potenziamo lo studio delle Lingue 2+1 ovvero due lingue ed una materia insegnata con il metodo Clil. Le lingue panacea di tutte le difficoltà della scuola italiana? Siamo proprio sicuri?

4°Assioma: ASL. L’alternanza non può mancare. Certo con orario compattato, lezioni che finiscono alle 15.00 e con prolungamento pomeridiano, l’ASL si svolgerà durante l’interruzione delle attività didattiche (Natale e Pasqua) e durante le vacanze estive. Ha senso questo massacro?

Con il bando che riguarderà 100 scuole tra Licei e Tecnici (1 classe max per Istituto) avremo che le Scuole in difficoltà cercheranno di sgomitare per entrare nella sperimentazione e “rilanciarsi” selezionando dalla Secondaria di 1° grado i migliori allievi ed orientandoli sulla sperimentazione, per poi gonfiare la valutazione degli stessi e rendere tutti felici e contenti. E quando la classe ha DSA o BES cosa succede?
Io definisco il Liceo Breve “ Liceo Liofilizzato”. Ma le lacune dei nostri ragazzi specie in Italiano e Matematica come verranno affrontate? Per non parlare del rischio reale e concreto di un ulteriore taglio agli organici conseguente al taglio classi. Ma che importa, si “arrangeranno”.

Sperimentazione significa iniziare un percorso piccolo ma significativo e fermarsi a verificarne gli esiti per poi resettare il tutto e decidere se l’esperimento ha avuto esito positivo o negativo. Da Noi invece è tutto un Bazar, un Mercatino di oggetti luccicanti che tocca sempre la superfice.

I 2.500 allievi interessati alla sperimentazione opereranno al “Buio”, saranno le “Cavie” di un percorso scolastico molto dubbio dal punto di vista metodologico-pedagogico e con prospettive incerte e nebulose.

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