Liceo del Made in Italy, ci sarà la Fondazione “Imprese e competenze” per favorire un rapido inserimento degli studenti nel mondo del lavoro

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In arrivo il Liceo del Made in Italy. La bozza del decreto contiene diversi punti che spiega l’intero progetto. Il testo provvisorio prevede anche l’istituzione di una Fondazione che avrà diversi compiti, in primis il trade union fra istruzione e mondo del lavoro.

La bozza, infatti, riporta che viene istituita la Fondazione denominata “Imprese e competenze” con il compito di promuovere il raccordo tra le imprese che rappresentano l’eccellenza del made in Italy e i Licei del made in Italy al fine di diffondere la cultura d’impresa del made in Italy tra gli studenti e favorire iniziative mirate ad un rapido inserimento degli stessi nel mondo del lavoro, contribuire alla promozione di percorsi per l’orientamento professionale nei settori più trainanti e promettenti dell’economia, alla progettazione, nel rispetto dell’autonomia scolastica, di attività didattiche e professionali dedicate al Made in Italy.

Ogni anno, tramite la Fondazione, sarà previsto il premio di “Maestro del made in Italy” a quegli imprenditori che si sono particolarmente distinti per la loro capacità di trasmettere il sapere e le competenze alle nuove generazioni nei settori di eccellenza del Made in Italy anche attraverso iniziative formative e di sensibilizzazione dei giovani.

Un aspetto che viene sottolineato è quello dell’interfacciamento continuo fra la Fondazione e gli altri soggetti pubblici e privati che operano nel settore della formazione professionale, compresi gli istituti professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale, ieFP9, con gli istituti tecnici, con gli ITS Academy , con i centri di ricerca, di trasferimento tecnologico, in modo da creare sinergie e da mettere a sistema competenze e risorse nell’obiettivo di creare un ecosistema, a partire dai principali distretti industriali, in cui i Licei del made in italy possano sviluppare i progetti formativi in coerenza con le direttrici di sviluppo economico del Paese.

La Fondazione avrà degli obiettivi strategici definiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, mediante l’adozione di un atto di indirizzo.

A tal proposito, i due ministero approveranno gli schemi dell’atto costitutivo e dello statuto della fondazione, nel quale sono definite anche le modalità di vigilanza, sono nominati gli organi sociali, sono determinati i compensi e sono altresì disciplinati i criteri e le modalità per l’adesione di enti pubblici e soggetti privati alla fondazione e per la loro partecipazione alle attività della stessa.

Viene inoltre specificato che alla fondazione possono essere concessi in comodato gratuito beni immobili facenti parte del demanio e del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato. L’affidamento in comodato di beni di particolare valore artistico e storico alla fondazione è effettuato dall’amministrazione competente, d’intesa con il Ministro della cultura, fermo restando il relativo regime giuridico dei beni demaniali, previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del Codice civile.

Inoltre, per lo svolgimento dei propri compiti la Fondazione, mediante convenzione, può avvalersi di personale, anche di livello dirigenziale, a tale scopo messo a disposizione su richiesta della stessa, secondo le norme previste dai rispettivi ordinamenti, da enti e da altri soggetti. La Fondazione può avvalersi anche della collaborazione di esperti e di società di consulenza nazionali ed estere, ovvero di università e di istituti di ricerca.

Per quanto riguarda la costituzione e il funzionamento della fondazione è autorizzata la spesa in conto di capitale di 10 milioni di euro per l’anno 2024 e 10 milioni per il 2025.

Infine, gli apporti al fondo di dotazione e al fondo di gestione della fondazione a carico del bilancio dello Stato sono accreditati su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria dello Stato, intestato alla fondazione.

BOZZA [PDF]

Piano di studi (bozza)

Le materie del primo biennio: ​lingua e letteratura italiana; lingua e cultura straniera; storia dell’arte; matematica; informatica; scienze naturali; fisica; scienze motorie e sportive; storia e geografia; diritto ed economia politica; religione cattolica o attività alternative.

Per gli ultimi tre anni, invece: lingua e letteratura italiana, lingua e cultura straniera, storia dell’arte, matematica, informatica, scienze motorie e sportive, storia, filosofia, religione cattolica o attività alternative. Poi le novità: economia e gestione delle imprese del Made in Italy; modelli di business nelle industrie dei settori della moda, dell’arte e dell’alimentare; Made in Italy e mercati internazionali.

I quattro pilastri del provvedimento

1. Essere indirizzato allo studio della cultura giuridica ed economica e della tradi­zione umanistica del nostro Paese;

2. Fornire allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alle scienze giuridiche ed economiche, al l’interno di un quadro culturale che, riser­vando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, consenta di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare una visione critica della realtà;

3. Guidare lo studente ad approfon­dire e sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per co­gliere la complessità e la specificità di al­cuni settori strategici dell’economia del Pa­ese, cosiddetti settori del Made in Italy;

4. Assicurare allo studente un per­ corso di acquisizione di conoscenze e di competenze molteplici per proseguire, in modo proficuo, la propria formazione in am­bito universitario e per inserirsi efficace­mente nel mondo del lavoro.

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