Liceo classico non come scuola di tipo elitario ma di riscatto sociale. Lettera

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Inviato da Prof. Francesco Sirleto – Cara collega Patrizia Talarico, innanzitutto un sentito ringraziamento per la tua (permettimi di rivolgermi a te con il “tu”, e non con un formale e asettico “lei”) graditissima lettera aperta, inviatami per il tramite di Orizzonte scuola.

In secondo luogo consentimi di dire che condivido in massima parte la sostanza di quanto scrivi: è vero, non soltanto il liceo classico trasmette e promuove nelle giovani generazioni valori di tipo “etico-sociali” e altro ancora (come il gusto per la bellezza e l’amore per l’indagine critica), ma questa è la missione che tutta la scuola cerca, sia pur con grandi difficoltà, di realizzare attraverso la quotidiana azione didattica ed educativa.

In terzo luogo sono pienamente consapevole dei meriti che i docenti che operano in situazioni di “frontiera” (sotto molteplici punti di vista, ovviamente) acquisiscono di fronte ad una società e ad un’istituzione familiare che, da molti anni, hanno quasi interamente delegato alla scuola il compito della trasmissione di quella educazione alla cittadinanza e alla convivenza civile che, in tempi non lontani, era equamente ripartito tra una pluralità di soggetti (famiglia, parrocchia, sezioni di partiti popolari, associazioni benefiche, ricreative, sportive, ecc.). Oggi, nella società della comunicazione (quasi sempre cattiva e diseducativa) e nel desolante vuoto rappresentato da situazioni familiari disastrate, l’assolvimento di quel compito, a volte con petulanza e senza concedere niente in cambio, viene addossato sulle fragili terga di una classe docente molto spesso bistrattata, disprezzata, maltrattata (e non solo sul piano economico, se si pensi a certe incredibili e assurde sentenze della magistratura).

Pertanto, non posso che darti ragione quando affermi, nell’ultima parte della tua lettera, che “La Scuola tutta, come Istituzione, a prescindere dalle condizioni socio-economiche dell’utenza, a prescindere dai Curricula, deve perseguire in collaborazione con le famiglie, la formazione dell’uomo e del cittadino del futuro, al fine di “ cancellare” ogni bieca discriminazione che molte volte spadroneggia proprio nelle Scuole, piccole comunità di individui, ma “specchi impietosi” della nostra società”.

Tuttavia, cara collega Talarico, consentimi di correggerti relativamente a quello che mi sembra essere un palese fraintendimento del senso della mia lettera intorno alla “ripresa” del liceo classico. Non era nelle mie intenzioni, infatti, riproporre ed esaltare un tipo di scuola elitario e classista, ma dei contenuti di istruzione che, proprio perché fondati su valori universali – quali quelli che, tradizionalmente, affondano le proprie radici nella cultura classica e umanistica – posseggono la capacità di elevare e di riscattare, tanto sul piano culturale che sul piano sociale, anche e soprattutto quei giovani che provengono da ceti sociali non abbienti.

La scuola nella quale insegno, il liceo classico e delle scienze umane Benedetto da Norcia di Roma, scuola di periferia, frequentata dal 1968 (anno della sua istituzione) da giovani di quartieri come Centocelle, Torpignattara, Prenestino-Pigneto, Alessandrino, Gordiani (non Parioli, non Prati, non Trieste, non Centro Storico, quindi), giovani figli di operai, di artigiani, di piccoli dettaglianti, di impiegati dello Stato e del parastato, tutt’altro che scuola d’élite, ha rappresentato, in questi decenni, un formidabile strumento di riscatto culturale e sociale, anche – perché no? – di mobilità sociale per tutto il territorio di riferimento, di cui il corpo docente che si è avvicendato in tutti questi anni non può che andare orgoglioso. Un corpo docente, te lo assicuro, caratterizzato da saldi principi democratici e da profondi convincimenti costituzionali.

Un carissimo saluto e un augurio di buon lavoro per te e per tutti i colleghi della tua scuola che, guarda caso, ha lo stesso nome della mia.

*(liceo classico e delle scienze umane Benedetto da Norcia – Roma)

Valori etico-sociali trasmessi non solo al Liceo Classico. Lettera

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