Liceo breve, l’esperimento anche in una scuola di Roma

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Fra le scuole che hanno aderito al progetto sperimentale del liceo breve, ce n’è una anche a Roma. Il percorso è definito breve, perché a parità del monte ore di orario scolastico la sua ripartizione è in quattro anni, invece che cinque.

Il Liceo in questione è l’unico nel Lazio fra le scuole pubbliche ad aver scelto un percorso ridotto e lo ha fatto per accettare la sfida di riuscire a fornire la stessa qualità e lo stello livello di insegnamento rispetto a quello impartito nella durata classica.

A spiegare il perché della scelta è la stessa dirigente scolastica che ha rilasciato un’intervista al sito Dire.it.

La Preside ha ripartito le lezioni in cinque giorni a settimana, ma con una sorta di tempo pieno per due volte: una fino alle 16; l’altra fino alle 17. Il rapporto si inverte nell’ultimo anno, quando i ragazzi saranno in aula fino alle 16 per tre giorni a settimana e due volte usciranno alle 14, per lasciare agli studenti il tempo per studiare a casa in vista dell’esame di maturità che rimane uguale a livello nazionale.

Fra i vantaggi del percorso breve per gli studenti, secondo la dirigente scolastica, c’è anche quello che “Finire un anno prima permetterebbe da un lato di poter entrare prima nel mondo del lavoro, ma d’altra parte potrebbe anche essere un modo per far entrare nella cultura italiana, come avviene gia’ nei Paesi anglosassoni, la tradizione del ‘gap year’, un anno per dedicarsi al volontariato, al servizio civile o comunque fare esperienze autonome. Nei Paesi occidentali il 25% dei ragazzi fa questa esperienza fra i 17 e i 25 anni, ed e’ qualcosa di diverso dal semplice anno scolastico all’estero, perche’ permette di essere piu’ indipendenti per cominciare a guardarsi intorno. Cio’ permetterebbe di allinearsi alle scuole europee, perche’ crediamo che se gli altri ce la fanno ce la possono fare senza dubbio anche i nostri ragazzi. Infine, la sperimentazione didattica favorita dal percorso permette di poter sradicare una tipologia di scuola e vedere se riusciamo a poter fare una scuola in altro modo“.

Versione stampabile
anief
soloformazione