Liceo biomedico, numeri raddoppiati: potrebbe diventare canale di accesso a Medicina

di redazione
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Raddoppiano i licei classici e scientifici che hanno attivato il percorso biomedico: la sperimentazione potrebbe diventare canale di accesso alla facoltà di Medicina e chirurgia.

Sarà forse la preparazione più adatta per il test d’ingresso alla facoltà di Medicina che ha fatto aumentare vertiginosamente i licei con il percorso biomedico, promosso dal Miur e l’Ordine dei medici? Le cifre si sono raddoppiate: 63 nel 2018/2019, 135 ora, selezionate tra 400 candidature, 2100 formatori impegnati, di cui 1500 medici. Sono questi i numeri emersi nell’incontro al Ministero dell’istruzione tra presidi e rappresentanti provinciali dell’Ordine dei medici, il 30 settembre e 7 ottobre.

Il primo liceo a fare da apripista era stato sei anni fa il Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria, ideatrice dell’iniziativa fu la dirigente Giuseppina Princi. Il progetto nacque a seguito delle difficoltà da parte dei ragazzi a superare il test di ingresso a Medicina, denunciate dai genitori degli studenti. Dopo il successo nel suddetto liceo calabrese, la preside ha avuto due anni fa l’assenso del Miur per far partire una sperimentazione a livello nazionale.

Da allora sempre più licei hanno aderito, anche se va detto che alcuni studenti abbandonano il percorso prima della conclusione dei tre anni.

Cosa prevede il liceo biomedico?

Il progetto prevede 50 ore di lezione con esperti biologi, medici, laboratori pratici e lezioni sul campo con visite in ambulatori, ospedali e centri di ricerca, esercizi e test utili ai fini della preparazione alla prova di ingresso a Medicina. Ad incoraggiare sempre più la partecipazione alla sperimentazione al progetto è l’alto numero di ragazzi che, usciti dal liceo, superano il test della facoltà medica (nel 2019 il 78% di essi).

Canale di accesso a Medicina

I numeri raddoppiati del liceo biomedico fanno però riflettere anche su un altro aspetto: la sperimentazione potrebbe diventare canale di accesso alla facoltà di Medicina e chirurgia. Princi presenterà in Commissione Cultura alla Camera un emendamento da inserire in Manovra proprio per questo. La selezione per i futuri medici avverrebbe in questo modo nei tre anni del corso biomedico, ma sarebbe comunque su scala nazionale attraverso valutazioni e graduatorie nazionali tra studenti. Dunque, come riferisce Il Corriere della Sera, la facoltà di Medicina rimarrebbe a numero chiuso, ma la selezione si anticiperebbe.

 

 

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