Licenziare chi non lavora bene, la difficoltà dei Dirigenti Scolastici. Lettera

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Egregia signora Marilena Vergura, io non voglio offendere nessuno, ma quando ti arriva a scuola un collaboratore scolastico che non sa (o non vuole) pulire e  sorvegliare gli alunni,  o un assistente amministrativo che non ha voglia di lavorare  o un docente che non sa tenere la classe, un dirigente scolastico che può fare?

Se decido di dare un giudizio sfavorevole verso il lavoratore, subito il lavoratore fa il ricorso al giudice del lavoro che dà ragione di solito al lavoratore.

Mi riferivo a questi “scarti” qua che il sindacato ha sempre difeso. Io penso che per una questione di moralità e di giustizia sociale, con la disoccupazione che c’è in giro, chi non fa il proprio dovere debba essere licenziato, foss’ anche  un dirigente scolastico.

Questo vale per tutte le categorie sociali naturalmente, così si dà spazio a chi veramente vuole lavorare e fare il proprio dovere.  Quando s’introduce il concetto di merito e si premia chi lavora bene, vale anche il contrario: si punisce chi lavora male.

Io sono rispettoso con tutti, ma purché ognuno faccia il proprio dovere. Se tutti lo facessero, la società sarebbe molto ma molto migliore. Cordiali saluti,

Eugenio Tipaldi

E’ umiliante definire “scarto” il personale ATA precario. Lettera

 

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