Fedeli: no alle telecamere in classe e test psicologici per futuri insegnanti, ci sono tre anni di formazione (FIT)

di redazione
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Uno degli obiettivi ai quali il Ministro uscente Valeria Fedeli stava lavorando prima della sconfitta elettorale era la creazione di una banca dati per la raccolta e la classificazione delle violenze sessuali in classe.

Il Ministro ribadisce in una intervista al Mattino le novità comprese nel contratto sottoscritto il 9 febbraio 2018: licenziamento per gli insegnanti che commettono atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, anche ove non sussiste la gravità o la reiterazione del comportamento.

E per circoscrivere il fenomento la Fedeli pensa ad una banca dati.

Il Ministro delinea anche il carettere psicologico di questi insegnanti “Non sono certo malati. Sono dei criminali. […] Non si parli di malattia, è riduttivo, assurdo. Assassini anche quando non uccidono. Restano segni indelebili”.

NO ALLE TELECAMERE

Il Ministro afferma ” Trasformare i luoghi dell’educazione in luoghi di controllo con la videosorveglianza non lo ritengo positivo. Non voglio una deresponsabilizzazione della deontologia. Conta di più che l’insieme del corpo docente di una scuola dell’infanzia si accorga delle dinamiche interne. E chi sa e gira la testa dall’altra parte è complice. Ma non è così. C’è una piena responsabilità di chi lavora nell’ambito scolastico. E attenzione da parte delle famiglie nel raccogliere segnali che possono essere inequivocabili”.

E per quanto riguarda l’idea di test psicologici ai laureati che si apprestano a diventare docenti, il Ministro risponde “C’è un lungo percorso di formazione, la laurea, il concorso, tre anni di formazione in classe. Si ha il modo di valutare il tipo di comportamento e la capacità relazionale di un insegnante con i suoi alunni. Il test cosa può cambiare?”

LE FAMIGLIE DEVONO AVERE FIUDICIA NELLA SCUOLA

Il Ministro promette “Nessuno si gira dall’altra parte. E i responsabili verranno puniti. Questa è una certezza”.

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