Licenziamento diplomati magistrale, Minardo (Lega): ingiustizia vergognosa della scuola italiana

di redazione

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Il deputato siciliano Nino Minardo, della Lega, ha pubblicato un comunicato in cui chiede al Ministro dell’istruzione atti concreti a tutela dei diplomati magistrali, ma non concorsi, neanche riservati. 

Il comunicato dell’on. Minardo – Il Ministro dell’Istruzione è a conoscenza del rischio a cui stanno andando incontro migliaia di docenti in possesso del solo diploma magistrale che rischiano il licenziamento?

C’è un’emergenza che riguarda questa categoria di insegnanti che sta rischiando di essere esclusa dalle graduatorie a esaurimento per le materne ed elementari, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato 11/2017 con la quale non è stato riconosciuto, per i docenti diplomati magistrali, il diritto ad essere inseriti nelle Gae (graduatorie ad esaurimento). Sono stato sollecitato da diversi maestri e maestre (la maggior parte dei quali ha lasciato la Sicilia quindi la famiglia) che adesso sono molto preoccupati per il loro possibile licenziamento in tronco dopo anni e anni di esperienza alle spalle e dopo innumerevoli sacrifici per non perdere il posto di lavoro.

Alcuni licenziamenti sono già in atto e non si sa quali criteri si stiano adottando; nessun provvedimento è stato adottato per evitare questa ingiustizia considerato che le “ciambelle salvataggio” e le proroghe adottate lo scorso anno scolastico sono stati palliativi e non soluzioni.

Ho chiesto al Ministro dell’istruzione immediati atti concreti a tutela dei docenti diplomati magistrali che non sia certamente l’ennesimo concorso o l’ennesima procedura riservata, lo abbiamo visto questo film!

Spetta all’Esecutivo fermare una delle ingiustizie più vergognose e umilianti della scuola pubblica italiana e ridare dignità a migliaia di insegnanti preoccupati per il loro sempre più incerto futuro dopo che per anni hanno contribuito al buon funzionamento della scuola mostrando sempre dedizione nei confronti degli alunni, delle loro famiglie.

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