Licei sportivi, Ghisellini: “Uno ne esiste già ed è stato preso a modello per quelli futuri”. Un quarto delle ore dedicate a discipline sportive

di redazione
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di Sonia Ricci – Entreranno a regime dall’anno scolastico 2014/2015, sia per le scuole pubbliche che per quelle paritarie. Il percorso per regolamentare i licei sportivi, iniziato con il ministero di Mariastella Gelmini e concluso con l’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, è terminato: il 16 maggio scorso, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che rende operativo il nuovo percorso di studio (Regolamento dei percorsi a indirizzo sportivo del sistema dei licei).

di Sonia Ricci – Entreranno a regime dall’anno scolastico 2014/2015, sia per le scuole pubbliche che per quelle paritarie. Il percorso per regolamentare i licei sportivi, iniziato con il ministero di Mariastella Gelmini e concluso con l’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, è terminato: il 16 maggio scorso, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che rende operativo il nuovo percorso di studio (Regolamento dei percorsi a indirizzo sportivo del sistema dei licei).

Per Mauro Ghisellini, direttore del liceo “Marco Pantani” di Busto Arsizio e membro dello staff del ministero dell’Istruzione, non è corretto presentare come una novità la possibilità di istituire licei scientifici sportivi a livello locale: “Un liceo dello sport – spiega Ghisellini a Orizzonte scuola – c’è già ed esiste da più di dieci anni”. Infatti, l’istituto Pantani di Busto ospita ormai da anni un liceo dello sport, “l’unico in Italia per il momento e preso a modello per gli altri che nasceranno nei prossimi anni”.

Il liceo sportivo del Pantani è nato come una sperimentazione, l’unico a essere rimasto dopo l’entrata in vigore del decreto per il riordino dei licei (varato nel 2008), dove con l’articolo 3 si sono di fatto congelate tutte le sperimentazioni.

Quello di Busto Arsizio “è un liceo scientifico tradizionale con un suo indirizzo specifico nel campo dello sport”, ma con più ore di educazione fisica e scienze naturali. Identico, invece, è l’esame di maturità.

E anche nei futuri licei sportivi circa un quarto delle ore settimanali saranno dedicate a discipline a carattere sportivo: diritto e economia dello sport, scienze motorie e discipline sportive. Niente latino e storia dell’arte, meno ore di filosofia e qualche ora di scienze ed educazione fisica in più alla settimana.

Con l’applicazione del regolamento ministeriale e sulla base delle convenzioni stipulate con il Coni (Comitato olimpico italiano), sull’intero territorio nazionale potranno essere aperti (almeno inizialmente) circa cento licei sportivi: ogni Regione potrà avere tante sezioni quante sono le sue Province e dovrà indicarle nel proprio piano per l’offerta formativa.

Fino a quando il regolamento non sarà effettivo, puntualizza Ghisellini, quello di Busto Arsizio “rimarrà l’unico liceo sportivo; è una scuola paritaria”, che però precisa: “non è corretto definire privata, perché rientra a pieno titolo nel sistema dell’istruzione pubblica”.
Per concludere gli studi – spiega Ghiesellini – “gli studenti dovranno passare sui banchi (e in palestra; Ndr) 891ore all’anno nel biennio (una media di 27 ore settimanali; Ndr) e 990 ore nel triennio (circa trenta ore alla settimana; Ndr). Cosa che a Busto già si fa da anni”. E al termine del quinto anno? “Gli studenti ricevono il diploma di liceo scientifico con indicazione di ‘sezione a indirizzo sportivo’”. 

Vai al regolamento che istituisce i Licei sportivi

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