Licei quadriennali. Il prossimo anno altre tre sperimentazioni. Il Ministero rassicura, ne verificheremo l’affidabilità

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red – Ieri in VII Commissione alla Camera l’On Vacca del Movimento5stelle ha ricevuto la risposta ad una interrogazione parlamentare che chiedeva lumi sui licei quadriennali che accorciano di un anno il percorso di studi. "In America si perimentano superiori di 6 anni"

red – Ieri in VII Commissione alla Camera l’On Vacca del Movimento5stelle ha ricevuto la risposta ad una interrogazione parlamentare che chiedeva lumi sui licei quadriennali che accorciano di un anno il percorso di studi. "In America si perimentano superiori di 6 anni"

Si tratta di una sperimentazione di cui abbiamo ampiamente parlato e che è approdata in parlamento grazie ad una interrogazione dell’On Vacca che, tra le altre cose, metteva in evidenza le difficoltà per il reperimento della documentazione con le autorizzazioni alle scuole che hanno avviato la sperimentazione.

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A rispondere all’interrogazione è stato il Sottosegretario Donghia, il quale ha voluto rassicurare l’Onorevole affermando che sulla materia dei progetti di innovazione metodologico-didattica che prevedono l’attivazione di percorsi quadriennali di scuola secondaria di secondo grado sperimentali, è in corso un approfondimento al fine sia di verificare l’affidabilità dell’innovazione in argomento, sia di garantire la trasparenza delle procedure anche mediante modalità che prevedano una maggiore apertura da parte dell’amministrazione.

Inoltre, con i decreti autorizzativi delle sperimentazioni i competenti Uffici scolastici regionali sono chiamati a costituire specifici comitati tecnico-scientifici che provvederanno annualmente a valutare gli esiti dei progetti di innovazione, di cui il Ministero potrà fornire puntuale documentazione.

In ogni caso, afferma il Sottosegretario, la sperimentazione dovrà garantire agli alunni, anche mediante il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa consentita dall’autonomia scolastica, il raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento e delle competenze previsti per il quinto anno della scuola secondaria superiore.

In merito al numero di progetti di innovazione relativi all’attivazione di percorsi quadriennali di scuola secondaria di secondo grado, la Donghia ha informato che per il corrente anno scolastico sono state autorizzate tre sperimentazioni che riguardano gli istituti paritari «Olga Fiorini» di Busto Arsizio, «San Carlo» di Milano e «Guido Carli» di Brescia.

Per l’anno scolastico 2014/2015 saranno attivati, oltre ai tre progetti segnalati dall’Onorevole interrogante, quelli relativi agli istituti statali «Orazio» di Bari, «Garibaldi» di Napoli e «[email protected]» di Telese Terme, e quelli proposti dagli istituti paritari «Esedra» di Lucca e «Visconti» di Roma.

Inoltre, è in corso la fase istruttoria di valutazione per analoghe proposte presentate da altre istituzioni scolastiche, sia statali che paritarie.

Gianluca Vacca (M5S), replicando, si è dichiarato insoddisfatto della risposta resa dal rappresentante del Governo. Rileva, infatti, come vi sia assoluta mancanza di trasparenza sulla sperimentazione in atto presso talune istituzioni scolastiche, mancando sia i relativi dati sia ulteriori elementi di valutazione come progetti o decreti attuativi, i quali non sono reperibili neppure sul sito istituzionale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Ritiene, quindi, che il progetto di riduzione di un anno dei percorsi di studio della scuola secondaria di secondo grado sia frammentario, non avendo un quadro di riferimento nazionale certo.

Reputa, inoltre, non opportuno iniziare tale sperimentazione presso gli istituti paritari, perché questa sia poi riportata alle scuole statali, in quanto la stessa sperimentazione dovrebbe essere attivata anzitutto nelle istituzioni scolastiche statali, per poi, eventualmente, essere trasferita alle scuole paritarie.

Il dubbio avanzato dall’Onorevole è se dietro questo atteggiamento vi sia la volontà di attuare, al fine di reperire nuove risorse, un repentino taglio di fondi per la scuola, realizzato tramite la riduzione di un anno del corso di studi superiori. Questo reale obiettivo, che sembra confermato da quanto indicato nell’atto di indirizzo del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 4 febbraio 2013 che, nella priorità n. 5, punto c), connette la riduzione di un anno del corso di studi superiori «anche alla destinazione delle maggiori risorse disponibili per il miglioramento della qualità e della quantità dell’offerta formativa», sarebbe perseguito in assenza di una reale attività di sperimentazione controllabile da parte dei cittadini.

Rileva, infine, come, di fronte a questa ipotesi di taglio di circa 40 mila cattedre, con un risparmio di alcune centinaia di milioni di euro, altri Stati, come gli Stati Uniti d’America, stiano sperimentando l’allungamento sino a 6 anni degli studi secondari superiori, in particolare ad indirizzo tecnico.

Precisa, quindi, che ridurre di un anno il corso di studi superiori, per immettere gli studenti prima nel circuito universitario, non è utile, se poi gli stessi studenti abbandonano precocemente gli studi, come dimostrano le rilevazioni sul tasso di abbandono universitario che in Italia è il più elevato d’Europa.

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