Licei musicali: sono un “DOCENTE NON UTILIZZATO” e ho poche speranze di insegnarvi. Lettera

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Gentile redazione, questa è una lettera di una docente di ruolo in altro ordine di scuola, che aspira ad insegnare nei licei musicali, ma non è stata mai utilizzata negli stessi, mi preme che voi possiate dare voce anche ai docenti che come me aspirano a insegnare nei licei avendone le credenziali, docenti non utilizzati ma abilitati, di cui non si parla mai.

Sono una docente in ruolo a Roma nelle scuole primarie (vincitrice del concorsone 2012), ma il mio curriculum si distanzia nettamente dalla mia situazione lavorativa attuale: abilitata nelle classi di concorso A031 e A032 (Educazione musicale nelle scuole secondarie), diplomata in Pianoforte, direzione di Coro e Composizione, laureata in Musicologia al DAMS di Bologna, avrei tutte le credenziali per insegnare nei licei musicali. Ma il destino ha voluto che, nella mia provincia d’origine (Salerno), riuscissi ad avere solo incarichi annuali su A032 (posto sostegno) per ben 13 anni; durante questi anni, i miei colleghi musicisti (soprattutto di strumento musicale nelle scuole medie) venivano, come dicono ora in modo sprezzante, “utilizzati” nei licei musicali, ottenendo anni di servizio nei suddetti licei, un anno dopo l’altro, mentre io mi sono vista più volte convocare dal liceo musicale della mia città per insegnare Storia della musica e ho dovuto rifiutare a causa del mio incarico annuale su sostegno.

Poi ho deciso di spostarmi nel Lazio (c’erano più posti), e ce l’ho messa tutta per superare il concorso, altrimenti non sarei entrata mai in ruolo. Come si vede il ruolo me lo sono conquistato duramente (gli utilizzati nei licei musicali che concorso hanno fatto…?).
Ora, per carità, sono felicissima di essere in ruolo (oggi come oggi è una gran cosa), sono maestra prevalente, ho formato i miei bambini con criterio, grazie agli studi e all’esperienza sul sostegno ho acquisito una certa perizia nell’insegnamento, che mi dà continue soddisfazioni. Probabilmente un giorno insegnerò anch’io al liceo musicale, ma soltanto DOPO che le procedure di mobilità sistemeranno tutti gli utilizzati, e i vincitori di concorso (peccato non aver potuto partecipare essendo di ruolo ma avrei fatto pure quello), sempre se si libereranno dei posti (le ore sono pochissime per le materie teoriche come Storia della Musica e Composizione).
Chiedendo scusa per la prolissità della premessa, necessaria al fine di far comprendere che mi considero abbastanza addentro alla questione; ora vorrei indirizzare un messaggio ai miei colleghi utilizzati per anni nei licei musicali, specie dopo aver letto la loro ultima lettera di lamentele da voi pubblicata, lamentele di cui sinceramente sono stufa.

Questa utilizzazione decennale è stata davvero un grande ERRORE da parte dello stato, ma non per le motivazioni che indicano i suddetti colleghi: essere utilizzati, infatti, ha consentito loro notevoli vantaggi, primo fra tutto quello di acquisire un punteggio di insegnamento nei licei che io non ho e non avrò mai (posso sperare di arrivarci solo con la mobilità, come già detto), e secondo, questi colleghi hanno tenuto al calduccio un posto nelle scuole medie che non è potuto nemmeno essere impiegato per nuove immissioni in ruolo. Per cui, facendo eco alla lettera inviata precedentemente ad Orizzonte Scuola dal maestro Stefano Bollani, non si lamentassero gli utilizzati dei licei musicali che stanno perdendo il 50% dei posti a causa dei vincitori dell’ultimo concorso, e soprattutto si rendessero conto una buona volta che, è vero che sono stati “impiegati” dal sistema scolastico e adesso vanno “sistemati”, ma si sono anche arroccati su delle cattedre di cui si sono ‘appropriati’ per anni con un sistema quasi feudale, dato che la domanda di utilizzazione glielo consentiva e bisognava pur coprire quelle ore. Il liceo musicale è stato nelle loro mani per anni, escludendo altri che magari ne avevano diritto.

Mi auguro che i licei musicali, dopo che abbiamo assistito finalmente alla ufficializzazione delle nuove classi di concorso al cui insegnamento io ambisco (Storia della Musica e Teoria Analisi e Composizione), e dopo essere stati aperti finalmente alle procedure di mobilità, escano da questa situazione di immobilismo medievale, in cui sembra cristallizzato un po’ tutto l’insegnamento della musica in Italia.
Grazie.
Veruska Risolia, docente di ruolo scuola primaria Roma

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