Licei musicali, tagliate ore di strumento. Genitori avviano protesta e ricorso al Tar

di redazione
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#noivelesuoniamo: con questo slogan il 6 ottobre scenderanno a suonare in piazza i licei di varie città italiane per far sentire ‘in musica’ il loro ‘no’ al taglio delle ore di strumento.

L’organizzazione della protesta è partita da un coordinamento nazionale di genitori di ragazzi di diversi licei italiani che vorrebbero riempire le piazze “per sensibilizzare i cittadini rispetto alla gravità dei tagli alla cultura e all’importanza di vedere restituite le ore di lezione tagliate per decisione ministeriale, per lanciare un messaggio a tutti coloro che amano la musica come un linguaggio universale che unisce, sviluppa, nobilita”.

“Vorremmo spedire note e armonie alla Signora Ministra Fedeli, che nonostante molteplici richieste di incontro non ha mai ricevuto la delegazione di genitori, e farla riflettere – spiegano in un volantino con il quale invitano alla mobilitazione – sull’impatto del taglio alle ore di esecuzione e interpretazione sulla formazione dei ragazzi del biennio dei nostri licei musicali, in una fascia di età che ricade ancora nella scuola dell’obbligo e in cui è dunque più che mai necessario garantire il diritto allo studio”.

Sulla questione è in corso una controversia che vede protagonisti i genitori degli studenti, il Tar, il Consiglio di Stato e il Miur che sarà decisa da una sentenza amministrativa il 10 ottobre prossimo. In vista di questo appuntamento genitori, studenti e prof hanno deciso di far rumore o meglio di suonarla, questa musica che viene tagliata. E dunque flash mob, con effetto sorpresa, con musicisti solisti a simulare una lezione individuale per poi riunirsi in orchestra per un concerto finale.

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