Licei brevi: si possono comprimere 5 anni in 4? Cosa ne pensi?

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E’ questa la domanda che in questi mesi si sono posti molti docenti e collegi docenti che si sono trovati a decidere se partecipare o no alla sperimentazione lanciata dal Ministero.

Il progetto ministeriale ha lunga data, ma dal 3 agosto è passato ad un altro piano, con un allargamento della sperimentazione che conterà 100 istituti in tutta la penisola a partire dal 2019.

Non sono poche, però, le scuole che hanno avanzato delle perplessità sulla validità del percorso quadriennale.

Non ultimo, il collegio docenti del classico “Gioacchino da Fiore” di Cosenza, che oggi riempie una pagina del Fatto Quotidiano.

I docenti, infatti, si sono chiesti “Quando anche questo progetto (il migliore che si possa immaginare) fosse messo in atto, come risponderà la platea studentesca? Ricordiamo che già nel decreto si scrive che gli studenti dovranno essere molto motivati e preparati, per poter intraprendere la sperimentazione in quattro anni, che si prefigura come una scuola impegnativa e gravosa. Quali studenti, che poi diventeranno un modello campione nazionale, sceglieranno un percorso così intenso e faticoso (che richiederà ore aggiuntive il pomeriggio e giorni di scuola in più)? Sarà davvero una scuola inclusiva, per tutti, o non si corre il rischio di creare un percorso privilegiato per gli studenti provenienti da ambienti familiari a più alto tasso di scolarizzazione, e come tali più pronti e preparati ad affrontare questa prova?”.

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