LIbri di testo in formato digitale: sì, ma con calma

di Giulia Boffa
ipsef

Giulia Boffa – Il Governo ha deciso di procedere con calma alla introduzione dei libri di testo in formato digitale.

Giulia Boffa – Il Governo ha deciso di procedere con calma alla introduzione dei libri di testo in formato digitale.

Un emendamento presentato pochi giorni potrebbe stravolgere ciò che era già stato scritto nel decreto legge sulla Crescita e cioè che dal prossimo anno scolastico le scuole avrebbero dovuto adottare esclusivamente libri nella versione digitale o mista, costituita da un testo in formato digitale o cartaceo e da contenuti digitali integrativi, accessibili o acquistabili in rete anche in modo disgiunto.
 
Secondo l’emendamento invece dal prossimo anno si adotteranno "esclusivamente libri nella versione digitale o mista” soltanto nelle prime classi “degli istituti scolastici selezionati per partecipare al piano nazionale Scuola digitale-Classi 2.0”. 
 
Dall’anno successivo, il 2014/2015, l’adozione verrà estesa a tutte le prime classi della scuola secondaria di primo e di secondo grado e dal 2015/2016, i collegi dei docenti delle scuole medie e superiori la estenderanno  “gradualmente” anche alle altre classi. Sarà un decreto del ministero dell’Istruzione a fissare “i criteri e le modalità di attuazione, nella fase transitoria e a regime dell’adozione dei libri nella versione digitale o mista”.
 
Questo porterà anche alla conferma dei tetti di spesa dei libri della scuola media e superiore, senza quel taglio del 30/40 per cento favorito dall’introduzione dei tablet. 
 
La decisione sarebbe accolta bene anche dal mondo dell’editoria: i libri on line avrebbero portato inevitabilmente ad una diminuzione del personale anche in termini di magazzinieri, distributori e tipografie. Il giro d’affari dell’editoria scolastica è pari a 645 milioni di euro, il 20% dell’intero giro d’affari del mercato dei libri in Italia. 
Versione stampabile
Argomenti:
anief anief voglioinsegnare