Libri di testo digitali dall’a.s. 2014/15: Associazione dei promotori ricorre contro il decreto Profumo

di Lalla
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L’Associazione Nazionale Agenti, Rappresentanti e Promotori Editoriali aderisce al procedimento amministrativo presentato al Tar Lazio con ricorso da parte di Aie, Associazione Italiana Editori, unitamente a Mondadori Education Spa, Edizioni il Capitello Spa, la Casa Editrice Luigi Trevisini Srl, Rcs Libri Spa e De Agostini Scuola Spa, al fine di agire legalmente contro il D.M. 209 del 26 marzo 2013, meglio noto come Decreto Profumo.

L’Associazione Nazionale Agenti, Rappresentanti e Promotori Editoriali aderisce al procedimento amministrativo presentato al Tar Lazio con ricorso da parte di Aie, Associazione Italiana Editori, unitamente a Mondadori Education Spa, Edizioni il Capitello Spa, la Casa Editrice Luigi Trevisini Srl, Rcs Libri Spa e De Agostini Scuola Spa, al fine di agire legalmente contro il D.M. 209 del 26 marzo 2013, meglio noto come Decreto Profumo.

Alessandro Carta, presidente di A.n.a.r.p.e., ha infatti firmato l’atto di intervento, presentato e notificato poi dai suoi legali, con il quale vuole tutelare gli interessi di tutti i soci contro un provvedimento ministeriale che potrebbe danneggiare non solo tutta la filiera del libro, ma anche comportare dei significativi aumenti di spesa per le famiglie italiane in un contesto già di vita precario e difficile dal punto di vista economico.

Sono diversi i motivi per cui abbiamo deciso di intraprendere le vie legali. Fra questi – ha spiegato Carta – il fatto che il decreto obbliga i collegi dei docenti ad adottare, dall’anno scolastico 2014/2015, esclusivamente libri nella versione digitale o mista. Comporta poi una drastica riduzione dei tetti di spesa”.

In sintesi, il contenuto del Decreto impugnato comporta una sostanziale modifica sia della struttura dei libri di testo nel settore scolastico, sia della struttura organizzativa atta alla loro promozione e distribuzione.

Non c’è stata poi alcuna istruttoria o sperimentazione – ha continuato Carta – sugli effetti di tale Decreto, e non è stata garantita una minima gradualità circa il passaggio al digitale, non lasciando quindi agli operatori il tempo necessario per adattarsi”.

A.n.a.r.p.e. quindi si auspica che il ricorso, che chiede l’annullamento del provvedimento ministeriale impugnato, venga presto accolto dalla Giustizia Amministrativa.

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