Libri di testo: alcune scuole sforano i tetti previsti

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L’adozione dei libri di testo, com’è noto, è compito dei consigli di classe e del collegio dei docenti, tenuti a rispettare il tetto di spesa previsto dalla normativa vigente e definito annualmente dal Ministero dell’Istruzione. 

L’adozione dei libri di testo, com’è noto, è compito dei consigli di classe e del collegio dei docenti, tenuti a rispettare il tetto di spesa previsto dalla normativa vigente e definito annualmente dal Ministero dell’Istruzione. 

Un’indagine svolta da Skuola.net ha messo in luce che il tetto previsto dal MIUR viene sforato da numerose scuole, che non solo ricorrono a quel 10% di tolleranza previsto dalla normativa stessa, ma addirittura lo superano. 

L’indagine di Skuola.net è stata svolta su un campione di 100 classi, per il 20% delle quali si sfora il suddetto 10% di tolleranza. 

Una scuola su cinque, secondo l’indagine, non rispetta il tetto di spesa ministeriale, aggravando la situazione economica, non certo florida, delle famiglie italiane.

Vero è che in alcuni casi lo sforamento è irrisorio, come all’I.T. “Montale” di Genova, ma è altrettanto vero che in alcuni casi lo sforamento è sostanzioso, come all’Istituto Professionale “Santarella” di Bari.

Dall’indagine è emerso che le scuole, che non rispettano la normativa vigente in materia di libri di testo, si trovano prevalentemente a Bologna, Genova e Roma.  

Una spiegazione a tale fenomeno può essere fornita, solo in parte, dal fatto che per gli anni scolastici 2014/15 e 2015/16 il MIUR ha lasciato invariati i tetti di spesa, mentre il costo dei libri è comunque aumentato. Tale spiegazione, tuttavia, non può costituire una giustificazione all’operato delle nostre Istituzioni scolastiche sia per la crisi che attanaglia le famiglie italiane sia per le normative che permettono alle scuole di creare contenuti didattici digitali autonomamente, abbattendo così i costi dei libri di testo.

La legge 128/13 all’art. 6 comma 1 prevede che: “nel termine di un triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2014-2015, … gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo e strumenti didattici per la disciplina di riferimento…”

Le scuole, dunque, producendo materiale didattico digitale, potrebbero, da un lato, superare la problematica legata al rincaro del costo dei libri, dall’altro, realizzare contenuti digitali coerenti con la propria offerta formativa e rispondenti all’esigenze degli alunni.  

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