Libri digitali, quella volontà che non c’è

di Giulia Boffa
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M5S – La digitalizzazione dell’Italia viene sbandierata, da questo come da tutti gli ultimi governi, come uno dei grandi obiettivi del nostro Paese. Almeno, questo è quello che raccontano i politici. Poi, quando si entra nel dettaglio dei provvedimenti, affrontati dentro quelle istituzioni che noi ogni giorno proviamo a raccontarvi, tra i proclami e i fatti concreti spesso c’è un abisso.

M5S – La digitalizzazione dell’Italia viene sbandierata, da questo come da tutti gli ultimi governi, come uno dei grandi obiettivi del nostro Paese. Almeno, questo è quello che raccontano i politici. Poi, quando si entra nel dettaglio dei provvedimenti, affrontati dentro quelle istituzioni che noi ogni giorno proviamo a raccontarvi, tra i proclami e i fatti concreti spesso c’è un abisso.

In tal senso, un caso esemplare è quello avvenuto pochi giorni fa in commissioni congiunte Finanze e Attività Produttive dove, durante la discussione del Decreto Destinazione Italia, dove è stato approvato un nostro emendamento, a prima firma Maria Marzana, che estendeva anche ai libri digitali il buono sconto del 19% per l’acquisto di testi generici, scolastici e universitari.

Si trattava di un incentivo che aveva lo scopo di ampliare la diffusione dei libri anche in formato digitale, che ha il vantaggio di abbassare sensibilmente i costi per gli utenti.

Solo che, fatto l’emendamento, trovata la misura per snaturarlo. Il deputato del Pd Marco Causi infatti ha presentato un contro-emendamento (accolto) che limitava tale sconto solo ai libri venduti presso gli esercizi commerciali. In pratica, è stato tagliato fuori il mercato dell’on line, quello presso il quale si rivolge la maggioranza dei fruitori di questi prodotti. Non solo: l’accessibilità al bonus è stata limitata ai soli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Non ci siamo arresi di fronte allo stop ricevuto in commissione e quando il Destinazione Italia è approdato in Aula abbiamo presentato un emendamento che oltre a consentire di fruire dell’agevolazione effettuando l’acquisto anche in rete, mirava ad allargare la platea dei potenziali fruitori del bonus agli allievi delle scuole statali secondarie di primo grado piuttosto che a quelli delle scuole paritarie.

Niente da fare, bocciato: governo e maggioranza non facilitano la fruizione della cultura in tutte le sue forme e favorisce gli studenti delle scuole paritarie piuttosto che di quelle statali.

Maria Marzana, portavoce M5S Camera dei Deputati

 

 

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