Libri di storia di “sinistra” finiscono in una interpellanza

di redazione
ipsef

red – L’interpellanza è stata chiesta dall’On Garagnani e riguarda i testi di storia adottati nei licei Galvani, Minghetti e Sabin di Bologna. Secondo l’interpellante sarebbero trascurati gli avvenimenti storici che vanno dal 1945 al 1948, anni nei quali "la violenza di sinistra insanguinò tutta la realtà regionale". Pubblichiamo il testo integrale dell’interpellanza.

red – L’interpellanza è stata chiesta dall’On Garagnani e riguarda i testi di storia adottati nei licei Galvani, Minghetti e Sabin di Bologna. Secondo l’interpellante sarebbero trascurati gli avvenimenti storici che vanno dal 1945 al 1948, anni nei quali "la violenza di sinistra insanguinò tutta la realtà regionale". Pubblichiamo il testo integrale dell’interpellanza.

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
si fa riferimento ai testi di storia adottati nei licei Galvani, Minghetti e Sabin di Bologna, dove a parte la preferenza data ad una concezione storiografica di sinistra, sono del tutto trascurati, soprattutto per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, gli anni che vanno dal 1945 al 1948, nei quali la violenza di sinistra insanguinò tutta la realtà regionale, mentre si enfatizza il ruolo della resistenza e dell’allora Pci, tacendone i misfatti, con una dimenticanza, che all’interrogante appare voluta, del ruolo dei cattolici e della componente liberale;
più in generale, l’interpellante rileva la persistente anomalia della politicizzazione della scuola, con particolare riferimento all’insegnamento spesso fazioso della storia contemporanea nelle scuole di ogni ordine e grado;
l’interpellante nella consapevolezza che lo Stato non può imporre una sua visione storiografica nelle scuole, intende comunque puntualizzare come sia necessario che il medesimo si faccia garante dell’insegnamento della storia contemporanea, chiarendo, a tutti gli effetti, che il docente durante l’orario curriculare non è un agitatore politico, ma un educatore che deve far crescere la formazione critica e nello stesso tempo aperta dei giovani, evitando di assumere la veste di trasmettitore di idee politiche faziose. Tutto questo, a parere dell’interpellante è più che

mai necessario in quanto i libri di testo costituiscono oggi solamente una base che il docente può interpretare con un’assoluta autonomia di giudizio, rendendo con ciò maggiormente evidente la sua responsabilità -:
se il Ministro intenda assumere iniziative, anche mediante l’invio di un’apposita circolare ai direttori scolastici regionali, che pur facendo salva la libertà d’insegnamento dei docenti, vincolino al rispetto dell’obiettività storica e del processo formativo delle giovani generazioni.
(2-01195) «Garagnani».

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