Liberi sì, ma di comportarsi bene. Lettera

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Studente centrica, didattica per competenze, questa è la visione pedagogica dichiarata alle lezioni del corso di abilitazione per docenti. Mi piace questo concetto. Mi piace come suona in parole e vorrei ora tramutarlo in fatti.

Studente centrica, didattica per competenze, questa è la visione pedagogica dichiarata alle lezioni del corso di abilitazione per docenti. Mi piace questo concetto. Mi piace come suona in parole e vorrei ora tramutarlo in fatti.

Vorrei entrare in classe e poter lavorare in modo studente centrico, visto che ne ho acquisito le competenze pedagogico didattiche per farlo. Ma prima dobbiamo lavorare sull’aspetto disciplina o per meglio dire, comportamento.

Nella mia esperienza, e non solo la mia, questo problema è veramente trasversale. Ho visto tante scuole in Trentino, Vallalagarina e oltre, tutte con seri innegabili problemi di disciplina in tante, tante classi.

Pertanto, se vogliamo una didattica fondata sul vero concetto di studente centrismo, dobbiamo lavorare tutti uniti per risolvere questo problema, perché è sì vero che gli studenti devono essere liberi, ma liberi di comportarsi bene, cosa che è nel loro completo interesse, peraltro. Poche competenze possono essere trasmesse e a sua volta apprese, in assenza di buona condotta… Il non impegnarsi seriamente, concretamente, oltre che teoricamente in questa direzione, comporta il non rispettare di fatto, il dichiarato concetto pedagogico di studente centrismo, di didattica per competenze e fallire nel compito educativo, che sarebbe il fine della scuola, dato che la scuola oltre a fornire istruzione è anche tenuta ad educare, ovviamente insieme ai genitori. E’ giusto che le famiglie siano coinvolte nel processo educativo dei propri figli, ma, non essendo loro gli insegnanti, non possono essere coinvolte in quelle che sono le scelte, le strategie didattico-educative, che spettano esclusivamente ai professionisti della scuola.

In lingua straniera uno studente di 3^ media, ha tutte le facoltà cognitive per raggiungere un valido livello B1 e invece in innumerevoli casi, raggiunge di fatto a malapena il livello A2, che sarebbe il livello auspicabile in 5^ elementare… Non vien spontaneo chiedersi perché?

Non è forse ora di smetterla di mescolare l’italiano con l’inglese facendo quindi indiscutibile confusione linguistica-culturale e figure meschine nel mondo anglofono, cosa priva di spessore sia culturale, sia pratico e concentrarsi invece sul lavorare verso un obiettivo semplice nel concetto (forse un po’ meno nella cultura italiana odierna) ma importantissimo, da cui poi nasce “il nuovo mondo” che tutti auspichiamo? Perché è bene che sia chiaro, una scuola che funziona veramente bene, crea uno stato delle cose che funziona veramente bene per tutti e non è forse a questo che noi, tutti noi, aspiriamo?

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