Liberate le scuole dall’inutile scrutinio di fine primo quadrimestre. Lettera

di redazione
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Inviato da Giuseppe Guastini – Per decenni e per secoli la pagella é stato il principale, se non l’unico, canale utilizzato dallo stato per trasmettere alle famiglie l’informazione, disciplinare e comportamentale, relativa al profitto scolastico degli studenti.

L’anno scolastico era appositamente suddiviso in trimestri ed ogni trimestre si concludeva con uno scrutinio nell’ambito del quale veniva compilata la predetta pagella.

La pagella veniva poi consegnata in visione ai genitori.
La pagella era un documento standardizzato, articolato per trimestri e per discipline, attraverso il quale i genitori potevano ricostruire l’andamento scolastico, attuale e diacronico, dei figli. Il 3° trimestre aveva (ed ha) valore di scrutinio finale in esito al quale si decideva promozione, bocciatura o il rinvio a settembre. Da allora molte cose sono cambiate (ad esempio non esiste più un format statale), sono cambiati i nomi (la pagella si chiama “documento di valutazione” e gli scrutini tri/quadrimestrali “valutazione periodica”) ma molti riti sono rimaste uguali a se stessi e tra questi alcuni decisamente inutili.

Nei tempi del registro elettronico (brutta espressione: meglio valutazione online; pensate che gli USR ancora impiegano, per le scuole, l’espressione codice meccanografico, espressione risalente agli anni ’60/’70, quando si utilizzavano le schede perforate; ho più volte suggerito codice alfanumerico; ma non c’é stato verso) i genitori hanno quotidianamente accesso ad una dettagliata informazione su tutti gli elementi rilevanti del percorso scolastico degli studenti, inclusi gli esiti dei test quotidiani. Non soltanto: le scuole, attraverso il proprio sito, forniscono e aggiornano informazioni su curricolo, regolamento d’istituto, eventi, incontri, atti amministrativi etc. Il genitore che lo desideri può in ogni momento conoscere la posizione del proprio figlio, adottare ogni opportuna azione di miglioramento e verificare praticamente in tempo reale (molto prima quindi della scadenza trimestrale) gli effetti della predetta azione. Volendo, il genitore può conoscere l’esito di una prova il giorno stesso in cui questa ha luogo.

Se le cose stanno così e i genitori hanno costantemente accesso ad un numero elevato di dati di profitto in itinere, che senso ha mantenere lo scrutinio intrannuale? Occorre inoltre ricordare che, rispetto all’ottocento, in tutte le scuole funzionano organi di interazione quali i consigli di intersezione/interclasse/classe e d’istituto (tranne che per gli omnicomprensivi, che sono commissariati da circa un ventennio) e hanno luogo incontri periodici docenti-genitori. Non sono dunque maturi i tempi per destinare la valutazione certificativa (ossia quella riportata sul documento di valutazione) al solo scrutinio finale di giugno, liberando le scuole dagli scrutini intermedi? Se ne ricaverebbero solo economie di tempo, di lavoro e di denaro.

In via subordinata il MIUR potrebbe concedere tale siffatto sconto procedurale come facoltà opzionale, condizionata ad una comunicazione di profitto on line di qualità, nei contenuti, nei tempi, nell’accesibilità e nella riservatezza. A tale riguardo il MIUR potrebbe emanare apposite linee guida o standard minimi da rispettare.

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