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Lezioni private docenti, come funziona la normativa

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Come si devono comportare gli insegnanti che vogliono dare lezioni private? Vediamo cosa prevede la normativa.

Molti insegnanti di ogni ordine e grado di trovano di fronte alle richieste da parte dei genitori, che chiedono lezioni private per i loro figli. Una soluzione per permettere il recupero di materie dove magari i figli sono più indietro. Richieste queste piuttosto diffuse e sicuramente in aumento vista la situazione attuale delle lezioni. Il Covid e la didattica a distanza sicuramente non agevolano lo svolgimento delle lezioni e l’apprendimento.

Tra l’altro ci sarebbe pure un emendamento alla legge di Bilancio che prevede l’istituzione di un fondo ad hoc per le lezioni private di insegnanti per il primo ciclo di istruzione. Le lezioni private però sottostanno ad una rigida normativa, soprattutto quelle che riguardano alunni della scuola dove un insegnante lavora.

Lezioni private ad alunni della propria scuola, le regole

È la legge 297 del 1994 a disciplinare le lezioni private ed a stabilire cosa l’insegnante può arrivare a fare.

Al personale docente non è permesso svolgere lezioni personali e private a qualsiasi alunni che frequenta lo stesso istituto dove l’insegnante lavora. Questo ciò che prevede la normativa vigente. Una imposizione confermata e ressa autorevole anche da un altro dettame che prevede l’obbligo in capo al docente, di avvisare il dirigente scolastico nel caso decida di avviare questa attività extra orario.

L’insegnante deve informare il dirigente scolastico comunicando anche il nome degli alunni a cui impartirà le lezioni e naturalmente, la loro provenienza.

Potere di veto del dirigente scolastico

Tra l’altro, non è detto che il dirigente scolastico autorizzi un insegnante a svolgere lezioni private. Il fattore determinante è che l’attività del docente non incida negativamente sulle esigenze di funzionamento della scuola di servizio. Il dirigente scolastico ha in effetti il potere di porre un veto, cioè di negare l’autorizzazione a svolgere lezioni private o di interromperle se precedentemente autorizzate. Il dirigente scolastico deve comunque prima sentire il parere del Consiglio di istituto (o di circolo). Per il docente, nel caso lo ritenga opportuno c’è sempre il ricorso al Provveditorato.

Avverso il provvedimento del dirigente scolastico è ammesso ricorso al provveditore agli studi, che decide in via definitiva, sentito il parere del consiglio scolastico provinciale.

Per il docente che viola quanto fin qui detto, ci sono sanzioni pesanti che vanno dall’avvertimento scritto, alla lettera di censura fino alla sospensione.

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