Lezioni private, il 50% degli alunni vi ricorre. Il parere degli studenti: inadeguatezza metodi didattici. Incrementare fondi corsi recupero

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Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo sui dati relativi al numero di alunni delle scuole secondarie e sui costi delle lezioni private, ricavati da uno studio della fondazione Einaudi.

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo sui dati relativi al numero di alunni delle scuole secondarie e sui costi delle lezioni private, ricavati da uno studio della fondazione Einaudi.

Dal citato studio, come già abbiamo evidenziato, emerge che il 50% per cento degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado fa ricorso a lezioni private, il cui costo orario è di 27 euro l'ora, per un costo annuo  di 1620 euro ad alunno.

Sulla questione è intervenuto, oggi, il portavoce della Rete degli Studenti Medi, Alberto Irone, che considera inaccettabile la spesa che le famiglie, soprattutto in questo periodo di crisi, sono costrette a sostenere per garantire il successo formativo dei propri figli  e sottolinea la mancata dichiarazione dei proventi da parte dei docenti impegnati a svolgere, appunto, lezioni private.

Il sistema attuale, continua il portavoce della RSM, viola il diritto allo studio, garantito costituzionalmente.

Secondo Irone, la situazione descritta dalla Fondazione Einaudi nasce da lacune del nostro sistema scolastico, i cui metodi impiegati non sembrano affatto adeguati e che non prevede strumenti idonei al recupero degli studenti in difficoltà.

La Rete degli studenti medi avanza, quindi, una proposta in merito consistente nell'incrementare i fondi per i corsi estivi di recupero e, in generale, per qualsiasi altra modalità di recupero didattico, a fine di garantire effettivamente a tutti il diritto allo studio e il successo formativo e porre fine al mercato nero delle lezioni private. 

 

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