Lezioni fino al 30 giugno, Zaia dice no: “Si è studiato in Dad”. Toti apre, “La scuola è socialità”. Vacanze Pasqua sacrificate?

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Tiene banco la discussione attorno all’ipotesi di allungare il calendario scolastico fino alla fine di giugno per recuperare gli apprendimenti a causa della pandemia. Zaia dice no, Toti apre alla possibilità.

Credo che i nostri ragazzi abbiano diritto a recuperare qualche giornata che hanno perduto durante la pandemia, tenuto presente anche le esigenze delle famiglie della ripartenza del turismo locale, che per noi è importante“, commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, Dentro ai fatti su TgCom24 circa l’ipotesi di prolungare la scuola quest’anno fino a fine giugno.

Perché no? E’ una cosa su cui possiamo ragionare e sarebbe opportuno che si cominciasse a ragionare anche sulle università, che sono diventate ormai telematiche“. “Ragioniamone laicamente ed evitiamo di farci prendere dalla divisione in Guelfi e Ghibellini del sì e del no“, aggiunge Toti. “Non è uno sconfessare la didattica a distanza”, sottolinea: “La scuola non è solamente seguire una lezione sullo schermo di un computer, è anche socialità incontro con i compagni, di confronto, magari banalità ma così importanti nella formazione di ciascuno di noi. Non metterei in confronto le due cose“, conclude.

Di parere opposto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Se è vero che i ragazzi hanno studiato in Dad fino a dicembre – sottolinea Zaia –vuol dire che l’hanno fatto e quindi non si tratta di recuperare un periodo perso. E quindi non trovo giusto il prolungamento dell’anno al 30 giugno”. “Se passasse questo principio – aggiunge – vorrebbe dire che la Dad non è servita a nulla“.

L’ipotesi del prolungamento dell’anno scolastico ha visto in questi giorni i sindacati totalmente contrari, perché andare a scuola oltre il termine previsto dai calendari regionali – sempre che l’andamento del virus lo permetta – significherebbe dire che la Dad è stata inutile, mentre studenti e docenti sono stati impegnati con le lezioni da remoto, un lavoro che, secondo le principali Organizzazioni sindacali, “va rispettato”.

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L’idea di proseguire a scuola fino a giugno non piace ai docenti: oltre l’87%, secondo un sondaggio di Orizzonte Scuola, si è detto contrario a tale ipotesi.

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Sul tavolo potrebbe esserci poi la rinuncia alle vacanze pasquali dall’1 al 6 aprile. Un’ipotesi già discussa lo scorso anno in piena pandemia, poi accantonata, ma che potrebbe tornare quest’anno. In tal caso si andrebbero a recuperare circa tre giorni di lezione.

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