Lezioni dopo l’orario scolastico: il docente tutor porterà più lavoro anche per il personale ATA

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Emergono ulteriori dettagli dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulle novità che investiranno le scuole con l’arrivo delle due nuove figure, docente tutor e docente orientatore, che debutteranno dal prossimo anno scolastico.

Alcuni dettagli sui requisiti per accedere alla formazione e sui compiti dei ‘nuovi’ docenti sono stati dati ieri con la visione delle bozze del decreto e della circolare ministeriale di prossima pubblicazione.

La formazione sarà online e partirà da aprile. In un primo momento coinvolgerà almeno 40mila insegnanti delle scuole superiori. Dopo la formazione, per la quale sono richiesti -fra gli altri punti- almeno cinque anni di anzianità di servizio con contratto a tempo indeterminato, ci sarà un esame finale. Poi la nomina e l’inizio dell’attività dei docenti nelle scuole.

Nel piano annunciato dal ministro anche lezioni di recupero sia di mattina che dopo l’orario scolastico per “offrire un servizio di recupero per i ragazzi di famiglie che non potrebbero pagare le ripetizioni“.

Un progetto che prevede più lavoro sia per il personale docente sia per il personale ATA. Quindi il docente tutor porterà più occupazione per il personale ATA: se le scuole “aprono il pomeriggio, pagheremo anche il personale Ata” ha detto Valditara.

Si presume si attingerà dalle graduatorie per lo svolgimento delle attività e immaginiamo verrà richiesta in particolare la figura del collaboratore scolastico per la vigilanza e la pulizia dei locali scolastici.

Per pagare il personale che parteciperà alle attività si attingerà “da diversi capitoli: quelli per la dispersione, 1,5 miliardi; i 600 milioni del Pnrr per la formazione e il recupero delle materie Stem. E poi ci sono 300 milioni di fondi per il potenziamento della didattica” ha spiegato Valditara.

Non ci sarà obbligo da parte degli studenti di partecipare alle lezioni di recupero. Anche l’attività di docente tutor sarà su base volontaria.

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