“Lezione frontale? Deve essere integrata con tutti gli altri modi di fare scuola, anche con il digitale. Così i ragazzi si sentono coinvolti” [VIDEO]

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“Era il 2017 quando con il ministro Fedeli abbiamo iniziato a dibattere sul cellulare si o no. Tutti gli anni ne parliamo. Io nel 2010 avevo i tablet nelle scuole e il cellulare lo tenevano in classe i ragazzi. Mi sembra assurdo parlare anche di didattica innovativa”.

Lo ha detto Dianora Bardi, presidente di Impara Digitale, nel corso del suo intervento su Orizzonte Scuola Tv.

Ai ragazzi – spiega la docente – interessa avere una lezione coinvolgente, un docente che sviluppi empatia e che permetta a tutti gli studenti di sentirsi partecipi di un progetto educativo“.

La lezione frontale vuol dire spiegare un argomento, approfondire dei temi, ma questo chi lo può mai negare, è necessario. Si parla piuttosto di metodologie didattiche. Ci sono momenti in cui il docente, durante la lezione, si toglie dalla cattedra e si mette di fianco ai ragazzi“, prosegue Dianora Bardi.

Sembra una novità e ma non lo è – aggiunge -. Nessuno la nega ma deve essere integrata con tutti gli altri modi di fare scuola in cui il ragazzo si senta coinvolto“.

Secondo la presidente di Impara Digitale bisogna “evitare il voto, il docente che osserva, che giudica. Ma non si può parlare di questo come novità. Sono stati già investiti milioni in formazione per i docenti. Bisogna tenere conto di un nuovo ambiente di apprendimento, che non è solo fisico ma anche virtuale. Ci si deve adeguare. Negare tutto ciò è antistorico“.

Al minuto 20:38  l’intervento di Dianora Bardi.

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