Lezione frontale, Bianchi vuole superarla ma Galimberti non è d’accordo: “É essenziale per mantenere l’autorità dell’insegnante”

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Didattica innovativa e sempre meno lezione frontale. É uno dei paradigmi del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che rimarca anche nel suo atto di indirizzo. Una visione di scuola che Guard al futuro che però non viene condivisa da alcuni. Fra questi il filosofo Umberto Galimberti, che invece invita ad essere prudenti sulla parola innovativa applicata alla didattica.

È prioritario continuare a promuovere la sperimentazione e la diffusione capillare in tutte le scuole di nuove metodologie didattiche, orientate al superamento del modello di insegnamento tradizionale di stampo trasmissivo, incentrato sulla lezione frontale“, si legge sul testo dell’atto di indirizzo del Ministro Bianchi.

Invece per Umberto Galimberti, la lezione frontale è molto importante: in un intervento sul Venerdì di Repubblica, il filosofo spiega: “La lezione frontale, che molti pedagogisti vorrebbero abolire, è invece essenziale. Disporre ad esempio gli studenti in circolo con il professore che gira in mezzo a loro, come suggeriscono certe proposte, crea un rapporto di familiarità che diminuisce l’autorità dell’insegnante, di cui i ragazzi, anche se non sembra, hanno un estremo bisogno e di cui sono alla ricerca”.

“Un’autorità – prosegue Galimberti – non imposta dal ruolo del docente, ma conferita dagli studenti al professore perchè ne riconoscono il valore“.

Sull’uso sempre più frequente dei mezzi digitali nella didattica, altro pallino del Ministro Bianchi, Galimberti ribadisce quanto detto in passato, ovvero la sua contrarietà, dato che questi mezzi sono già usati “abbondantemente, quasi fossero una protesi del loro corpo

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