Levata di proteste contro il comune di Roma:” No al pagamento della TARI per le paritarie”

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Il Comune di Roma ha deciso di cancellare le agevolazioni sulla Tari e le bollette più salate alla scuole paritarie.

Il Comune di Roma ha deciso di cancellare le agevolazioni sulla Tari e le bollette più salate alla scuole paritarie.

Una notevole stangata considerando che in passato il Comune copriva circa il 66% della tassa dei rifiuti.

A proposito è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, che ha invitato il Comune a ripensarci: “Invito il Comune di Roma a ripensarci perché così facendo non attua la parità scolastica sancita dalla legge Berlinguer del 2000: i bambini sono tutti uguali, e così le scuole”. E poi aggiunge, in linea con quanto le associazioni delle scuole paritarie sostengono: “Non capisco poi che senso abbia far pagare la tassa sui rifiuti alla scuola statale in proporzione alla popolazione scolastica, e alle scuole non statali in base ai metri quadrati. Gli alunni sporcano allo stesso modo sia che frequentino istituti statali, sia che frequentino quelli paritari. La legge Berlinguer 62/2000, che è una legge della Repubblica Italiana, sancisce che il sistema di istruzione pubblico è formato da scuole statali e scuole non statali. Sono due gambe dello stesso sistema di istruzione pubblico, cioè rivolto a tutti.”

Critica anche l'Associazione Nazionale Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione (Aninsei): "Rischiamo danni irreparabili – spiega il presidente Goffredo Sepiacci  -, soprattutto in un momento delicato come questo, in cui stiamo facendo le nuove iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Una vera e propria stangata che ci danneggia da subito per almeno tre anni scolastici".

In più le scuole statali pagheranno la tassa dei rifiuti in base alla popolazione scolastica mentre quelle paritarie in base ai metri quadrati:"Come a voler significare – chiosano – che uno studente delle scuole non Statali produce più rifiuti di più di uno delle Statali. Tutto ciò è incostituzionale e contrario alla Legge 10/2000 sulla Parità Scolastica".

 

 

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