Lettera sull’obbligo delle mascherine dentro alle classi

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Inviato da Daniele Simonelli – Mascherine sempre obbligatorie al chiuso, praticamente lo stesso anche all’aperto, ma in 25/30 dentro un’aula scolastica magicamente si può stare senza, anche quando le distanze sono veramente al limite del tanto decantato metro.

Questa la vaga schizofrenia di regole che hanno senso solo per la ministra Azzolina e per un CTS sempre più in confusione. Io in quelle aule ci passo quasi tutte le mattine della mia settimana (a differenza degli appena citati ministra e CTS) e vi garantisco che il metro è spesso una pia illusione (i ragazzi si muovono sulle sedie e il metro risicato diventa pochi centimetri in un batter d’occhio) e che di sicurezza sanitaria non se ne respira tantissima.

Intanto i casi si impennano (oggi il nuovo record) e si infiamma il dibattito sulla didattica a distanza per salvaguardare i trasporti pubblici, ma nessuno ha veramente a cuore le sorti della scuola, nessuno ha pensato di mettere l’obbligo della mascherina, sempre, anche dentro alle scuole. Di questa decisione del “non obbligo” si è fatto un inspiegabile vessillo e solo pochi dirigenti scolastici hanno saggiamente aggirato questa regola facendo indossare la mascherina anche al banco (per alcuni addirittura sono scattati anche gli ammonimenti a rispettare le regole da parte degli uffici regionali). Spero che il dibattito si sposti su questa scelta da rivedere e non sulla resa vera e propria, rappresentata dalla didattica a distanza.

Tornare al passato senza aver nemmeno provato a salvare il salvabile sarebbe disastroso e dimostrerebbe ancora una volta che della scuola non importa praticamente niente a nessuno, se non per il suo ruolo di “babysitting” o per riempirsi vanamente la bocca con discorsi altisonanti sulla Costituzione e sul futuro della nostra Nazione.

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