Lettera sulla settimana dedicata all’insegnante ai tempi della DaD

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Inviato da Rosa Coticella – Sta per terminare la Settimana dell’Insegnante…

A volte, le provocazioni rendono l’idea:
che si riaprano le scuole a Settembre, qualche contagio ci sarà (magari toccherà proprio a me che sono a rischio), ma salveremo un pezzo di futuro.

I titoli delle immagini sono quelli che leggevamo ormai, da anni, quotidianamente, prima dell’avvento del Covid 19.
Che è successo dopo?

È successo che la SCUOLA, i docenti, hanno dimostrato, il loro valore, ciò che sono e che sono sempre stati: persone capaci di ascoltare, di capire i malesseri, capaci di consolare, di intervenire, capaci di sostenere, capaci di avvolgere con innumerevoli offerte, capaci di stringere i denti, ancora una volta, tra le difficoltà di tutte le novità e mezzi tecnologici che la situazione ha richiesto e richiede.
Le ore di lavoro non si contavano prima e non si contano adesso, è trincea uguale tra piattaforme didattiche e auto-formazione.

La SCUOLA sta dimostrando, nonostante sia stata vilipesa da tempo e da tutti, di essere un’agenzia educativa irrinunciabile che, in molti casi, sta superando per impegno e attenzione, anche la famiglia.
L’educazione necessita di tempo, di impegno e per molti è diventata una fatica.
Insostenibile.
Ritornare a Settembre significa poter rimediare a danni futuri perché, in questo periodo di DaD, manca…

Manca la SCUOLA che riesce a dire dei “NO”.
Manca la SCUOLA che mette i bambini di fronte alle loro responsabilità.
Manca la SCUOLA che accoglie.
Manca la SCUOLA luogo in cui, a volte, i bambini ricevono l’unica carezza della giornata.
È vero, manca anche la SCUOLA facente funzioni baby sitter, facciamoglielo credere, non importa se il futuro può essere migliore.
Una cosa è certa: senza la SCUOLA, anche per distanti motivi, tutti sono persi.
Dopo l’esperienza della DaD, credo non leggeremo più titoli simili a quelli delle immagini.
Gli insegnanti lasciano tracce e, come diceva qualcuno, creano tutte le altre professioni.
Speriamo l’abbiate capito.
Tutti.
#SettimanaDellinsegnante2020

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