Lettera sulla DAD e sulla dedizione dei docenti


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Inviato da Giuditta De Robbio – Caro Presidente, sono una docente di Lettere della Scuola Secondaria di primo grado da circa vent’anni.

Le scrivo questa breve lettera in risposta al bellissimo messaggio di lode che ha rivolto sui social al collega, prof. Ambrogio Iacono, per la sua dedizione al lavoro, nonostante fosse malato di Covid.

Come docente comprendo appieno il filo educativo che ci ha annodato con i nostri allievi durante questa Pandemia. Mai prima d’ ora la scuola si era chiusa così improvvisamente, così a lungo senza lasciarci alcuna certezza di ripresa. Un anno scolastico è un tassello preziosissimo nella formazione dei ragazzi. Nel momento in cui si è interrotto non potevamo lasciare una frattura aperta che mai più si sarebbe colmata.

I nostri allievi hanno bisogno di modelli educativi, di certezze, di stimoli e questo bisogno è cresciuto smisuratamente in un momento in cui tutto è vacillato e si è oscurato. Come genitore e come docente, ho imparato che questi due ruoli non sono intercambiabili. Il ruolo del docente, inoltre, per quanto sminuito negli ultimi decenni, anche per eccessive ingerenze genitoriali, occupa uno spazio fondamentale nell’ universo delle svariate e innumerevoli professioni attuali: deve essere veicolo di emozioni, di motivazione, esempio di rettitudine e moralità, proprio come questo collega che da un letto di ospedale ha trasmesso molto più che dei contenuti. Esempio di vita, di coraggio, speranza che non si spegne.

Sono certa che i suoi allievi siano stati determinanti nella cura della sua malattia almeno quanto lui lo è stato per la loro formazione. Riprendendo l’insegnamento di Seneca, Insegnando s’impara, possiamo trarre grandi insegnamenti dai nostri ragazzi. Anche nella mia scuola, una cara collega in malattia per problemi oncologici: ha approfittato della didattica a distanza per riprendere il suo amato lavoro.

E quando le ho chiesto: << stai lavorando in malattia?>>, lei mi ha risposto: <<mi fa’ stare bene!>> Questi e tanti altri sono i grandi docenti italiani; questa è la classe docente che deve formare i cittadini del domani.

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