Lettera Dirigenti Lombardia: chiusura immediata scuole in Area rossa

Lettera di 50 Dirigenti scolastici della Lombardia. Al nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof.Avv. Giuseppe Conte, Al Ministro dell’Istruzione, On. Lucia Azzolina

Le scriviamo in quanto, come Lei, In queste ultime settimane siamo stati impegnati e in continuo contatto con i media a sentire informazioni, a raccogliere Sue indicazioni, i Suoi dispositivi di emergenza – formalizzati nottetempo – e su quelli organizzare la tutela e a salvaguardia di una parte della Comunità di cui Lei ha parlato, quella scolastica.

Ognuno di noi nella propria dimensione ha affrontato e sta affrontando enormi difficoltà, le prime notizie sulla chiusura delle scuole, poi la sospensione delle attività, poi la didattica a distanza, sono interventi che hanno inciso in maniera così profonda in una struttura sociale così allineata ai suoi tempi e alle sue scansioni come la scuola.
Basti pensare al rilievo e all’impatto sulla società che l’attività scolastica e la mobilità delle sue comunità muove.

Causa l’emergenza, in queste tre settimane, mai come prima nella storia della nostra Repubblica, si è attuata una innovazione simultanea e immediata nella didattica, che forse neanche nella migliore ipotesi della più valida riforme dell’istruzione avrebbe potuto essere così rapida.

Bisogna dire grazie a tutti i docenti che si sono impegnati, al personale scolastico che lo ha permesso e, non in ultimo, al ruolo di coordinamento e gestione della complessità che hanno dimostrato i Dirigenti scolastici.

Ecco, noi continuiamo nelle scuole ancora aperte in zona rossa, contrariamente alle convinzioni della gente, ad assumere il nostro ruolo quali riferimenti delle nostre distinte comunità.
E nessuno meglio di Lei sa bene cosa vuol dire essere riferimento in questi momenti per una comunità spaventata.

A questo punto con la consapevolezza di chi sta in prima linea,

Le chiediamo, chiuda le scuole.

Al momento la carne viva della scuola è salva, si attua nella didattica a distanza e, in grande parte nel lavoro agile degli amministrativi.
La mancata chiusura delle scuole, considerata la grande presenza di Istituti in Lombardia, anche con contingenti di personale ridotto, movimenta tantissima gente e mette a serio rischio una gran parte della popolazione.

La scuola al momento è salva, è a casa, con i ragazzi e i docenti.

Mettiamo in salvo anche il resto del personale e la dirigenza.

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