Lettera Dirigente scolastico a Fontana: chiudere scuole per tutelare la salute delle persone

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Pietro G. Pastorello, Dirigente scolastico dell’I.C. di Casalbuttano Ed Uniti (CR) – Lettera aperta al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Egregio Presidente Attilio Fontana,

Lei fin dall’inizio è stato in prima linea nella lotta contro la diffusione dell’epidemia di COVID-19, ed ha sempre parlato e agito in modo fermo e responsabile. Anche in seguito alle misure prese con il D.P.C.M. del 9 marzo ha chiesto al governo misure ancora più stringenti, in particolare per una regione come la nostra che – i numeri parlano chiaro – vive oggi una
situazione davvero drammatica.

La risposta del governo alle Sue richieste non si è fatta attendere, e ieri sera è stato pubblicato un nuovo decreto con misure più rigorose, estese a tutta la nazione.

Tuttavia sono convinto che la scelta di continuare a tenere aperte le scuole, pur se in regime di sospensione delle attività didattiche in presenza, sia inadeguata rispetto alla drammatica realtà dei nostri territori. Purtroppo la notizia che passa nell’opinione pubblica è che le scuole, in tutta la penisola, sono chiuse; pochi considerano che ogni giorno migliaia di assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari vi si recano per svolgere dei compiti che oggi – alla luce dell’emergenza che stiamo vivendo – difficilmente possono essere considerate essenziali.

Non è infatti essenziale nessuna delle mansioni contrattualmente previste per i collaboratori scolastici e lo svolgimento dell’attività amministrativa – notevolmente ridotto alla luce delle proroghe che sono state disposte – può essere agevolmente svolto da casa dai dirigenti o dai direttori dei servizi amministrativi. E non basta attivare il lavoro agile per quegli amministrativi che possono richiederlo e i contingenti minimi ex lege 146/1990 per i
collaboratori scolastici: con la densità di contagi presente nei nostri paesi, anche un minimo movimento di persone può comportare enormi rischi che noi dirigenti, in quanto responsabili della salute dei nostri dipendenti e dei loro familiari, non vogliamo prenderci.

I percorsi di formazione a distanza che le nostre scuole hanno attivato in tempi strettissimi, vincendo le enormi difficoltà iniziali grazie all’impegno, la dedizione e la passione dei docenti, si stanno rivelando efficaci e non sarebbero certo interrotti nel caso gli edifici scolastici venissero chiusi. Sia le attività didattiche che le attività connesse alla gestione dei sistemi informatici e delle piattaforme educative possono essere svolte, come già avviene, da casa.

Affinché sia tutelata la salute del maggior numero possibile di persone, Le chiedo – se condivide le nostre ragioni – di valutare la possibilità di chiudere con Sua ordinanza tutti gli uffici delle istituzioni scolastiche nella nostra martoriata regione.

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