Lettera di una neoimmessa in ruolo abilitata TFA

di redazione
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Spett.le Redazione,  a scrivere questa lettera è una giovane docente che ieri è stata immessa in ruolo nella propria città.

 Conoscendo bene il percorso TFA, farò riferimento alla categoria di docenti alla quale appartengo (insegnanti di scuole secondarie), però penso che il messaggio che desidero lasciare prescinda dall’essere docenti di infanzia, primaria o secondaria o dall’essere abilitati TFA o PAS.

A quest’ora dovrei badare solo al mio orticello, tanto “Sei dentro. Chi te lo fa fare di lottare per gli altri?”: un pensiero, questo, acclamato da chi fa del lato oscuro dell’individualismo il proprio pane quotidiano. Oppure dovrei perder tempo a gettare fango su altre categorie di docenti, per mero gusto narcisistico. Tuttavia, non desidero scindere il mio presente e futuro dal percorso scolastico e soprattutto di vita che ho vissuto finora, né è prioritario per me esprimere pensieri negativi e disfattisti, anche perché sono certa che prima o poi i nodi verranno al pettine e che ci sarà giustizia per chi davvero la merita. Preferisco mostrare valori sempreverdi come il coraggio, la resilienza e il senso di appartenenza.

Innanzitutto, sono orgogliosa non tanto di aver raggiunto il traguardo del ruolo, perché trovo che ci sia sempre da imparare e che non ci si debba mai sentire arrivati; mi rende fiera far parte di quei docenti che, da tempo e da ogni parte di Italia, hanno responsabilmente e lealmente affrontato un percorso lavorativo fatto di corsi, difficili prove preselettive e concorsi altrettanto duri. Docenti che, in piena consapevolezza, hanno rischiato il tutto e per tutto, senza scorciatoie né raccomandazioni, non solo per ottenere il cosiddetto “posto fisso”, bensì soprattutto per poter dare agli alunni, ai colleghi e a tutti gli altri un esempio di pazienza e audacia nel realizzare il proprio sogno, nel seguire le orme dei bravi professori avuti in passato e nel far emergere i talenti propri e quelli degli studenti.

Lo spirito di sacrificio, la testardaggine, l’onestà intellettuale e un forte senso di comunità sono ciò che rende davvero dignitosi questi professori; a rappresentanza di tutto ciò, ci tengo a menzionare in particolar modo il Coordinamento Nazionale TFA e il gruppo FB Campania Inglese. Questi due piccoli grandi gruppi, insieme ad altri, da anni fungono da portavoce di chi ha messo da parte tempo, famiglie, risparmi ed energie per investirle totalmente nel percorso più misconosciuto nella storia italiana: il Tirocinio Formativo Attivo. Ogni abilitato TFA, come ogni abilitato PAS d’altronde, ha la sua storia da raccontare e i suoi problemi, limiti, malattie, traslochi e gravidanze da affrontare. In qualità di Coordinatrice del CNT, desidero riassumere in poche frasi ciò che ho vissuto mentre mi preparavo per il TFA II ciclo e per il concorso 2016. Ricordo come se fosse ieri gli spostamenti quotidiani da casa all’ospedale all’università e alla ricevitoria, per vivere gli ultimi istanti di vita di mio padre morente di cancro, per sostituirlo in ufficio e per badare alla nonna allettata e a mio fratello autistico. Ricordo le ultime parole di papà da cosciente dette mentre ero a casa a studiare nonostante le urla della nonna: “Roberta sta a scuola”; proprio ieri, mentre stavo prendendo la carta d’identità e la tessera sanitaria per essere immessa in ruolo, la sua pagellina funebre è caduta dal portafoglio. Infine, non dimentico le lacrime versate per coloro che, pur avendo già dato dimostrazione di competenze e conoscenze necessarie durante il percorso del TFA, sono state bocciate al concorso 2016 e, solo grazie al lavoro solerte del CNT, hanno ottenuto il cosiddetto “transitorio” che, seppur minimamente, tutela gli abilitati TFA.

Certo, ora può sembrare facile e comodo annunciare che i sogni si possono realizzare e che non bisogna arrendersi mai: sulla scia del viaggio di nozze a Orlando, potrei lanciare uno di quegli slogan famosi di Walt Disney. Al contrario, voglio ricordare a lettori, alunni, genitori, colleghi, Dirigenti Scolastici e soprattutto ai politici che dietro il traguardo appena raggiunto c’è il sostegno della famiglia, delle amicizie sincere e nondimeno del Coordinamento Nazionale TFA e di altri pochi gruppi FB. In particolar modo, il CNT si è speso affinché agli abilitati TFA venisse riconosciuto il valore giusto a livello di preparazione, competenze, abilità e capacità messe in pratica giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza, prova preselettiva dopo prova preselettiva. Il CNT, inoltre, da tempo si è preso l’onere e l’onore di accogliere problemi e dolori altrui, senza risparmiarsi mai, e sono molto grata a loro, perché non so se da sola sarei riuscita a sopportare il peso degli sfottò nei nostri confronti (dalla serie “Chi ve lo fa fare di studiare? Fate ricorso, prendete le scorciatoie, et les jeux sont faits!”), quello dell’iter TFA tout court e quello dell’indifferenza di molti politici e sindacati, i quali di solito hanno preferito prestare ascolto a utenze buone solo dal punto di vista quantitativo, a discapito di categorie qualitativamente migliori. Infine, voglio far notare che il Coordinamento Nazionale TFA esiste, vive e continua a lottare per il riconoscimento del diritto al ruolo che gli abilitati TFA avrebbero dovuto ricevere già diversi anni fa, date le prove preselettive e dati gli esami del famigerato Tirocinio Formativo Attivo.

Alla luce di quanto appena scritto, chiedo che si metta finalmente un punto a ricorsi e a scorciatoie usate dalla corposa fetta di personaggi che, a mio avviso, dovrebbero lasciare il posto di lavoro a persone più meritevoli. Chiedo che si dia inizio a un’epoca di riqualificazione del mondo della scuola, perché non è bello vedere che coloro che hanno fatto il mio stesso percorso si sono visti e si vedono scavalcare da gente che ha preferito fare altro nella vita, laurearsi tardi o comunque non in tempo per iscriversi a TFA e a concorsi vari.

Ora più che mai, la società ha bisogno di docenti di qualità che, a prescindere dall’abilitazione PAS o TFA, hanno affrontato un concorso, seguendo la legge da onesti cittadini. Grande è la necessità di avere un futuro a misura di persone oneste, trasparenti e ligie al proprio dovere. Gli insegnanti, a loro volta, necessitano un ritorno alla rispettabilità di un tempo, che si può ottenere solo se il vertice fa da specchio del popolo e non più da pozzanghera della massa.

Sono certa che i politici non saranno più sordi ai richiami di chi ha davvero bisogno di essere tutelato e trattato con dignità, e che presto avranno modo di difendere la categoria degli abilitati TFA e di dar voce agli insegnanti autentici. “Quelli che non solo fanno gli insegnanti, ma SONO insegnanti”, come scritto da una mia cara collega immessa in ruolo ieri come me.

Ringraziando per la cortese attenzione, colgo l’occasione per inviare

Cordiali Saluti

Prof.ssa Roberta Fausta Ilaria Visone

Docente neoimmessa cdc AB24

P.S.: come diciamo sempre noi #abilitatiTFA, #TFAèConcorso
#finoallultimotieffinoinruolo.

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