Lettera di considerazioni sul concorso per Dirigenti Scolastici

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Inviato da Maurizio Arcidiacono – Alle tante voci che si sono levate in seguito alle procedure che si stanno ancora concludendo del Corso Concorso per Dirigenti Scolastici, senza voler urtare la suscettibilità dei nuovi e sedicenti “maitre a penser”, che rappresenteranno, a tutt’oggi con riserva, la classe dirigente della scuola italiana, proprio in virtù di una selezione così difficile e che alcuni sostengono arbitraria, vorrei aggiungere la mia.

La mia condizione è quella di una delle poche centinaia di persone fermate all’orale, che sono venute dopo le migliaia che hanno avuto uno sbarramento allo scritto. Sia le une che le altre sono state variamente apostrofate da coloro che già ho menzionato in incipit, che, a mio parere, sono persone di dubbia caratura, al di là di aver superato più o meno onestamente una selezione concorsuale. Ma al di là di questo sterile sfogo volevo solo aggiungere che solo in Italia si vuole far passare una procedura come quella conclusa, o che sta per concludersi, come qualcosa che dimostri un esatto grado di assoluta trasparenza e perfetta coerenza con la legislazione vigente. Basti pensare a tutte le irregolarità che sono emerse in merito alla correzione degli scritti, già per altro elencate nella sfilza dei ricorsi orchestrata da avvocati provenienti da ogni regione italiana. Ma a queste ben note evidenze, già indagine della Procura di Roma, si devono sommare le giuste rimostranze, benchè di più difficile attestazione, di coloro che hanno affrontato l’esame orale, degne di ricordare alcune famose scene di una filmografia comica ( sarebbe meglio in questo caso tragi-comica ), di netta impostazione italica.

Chi non ricorda il film in cui il compianto Principe De Curtis interpretava l”archivista capo, vessato da un giovane ed arrogante Alberto Sordi, nei panni di un implacabile esaminatore oppure alcune macchiette da varietà messe in scena da Lino Banfi, che interpretava un candidato certo della “ segnalazione “, stroncato con eccessiva acrimonia e pedanteria da esaminatrici che non concedevano requie. Tutte queste immagini si sono personificate nella recente selezione orale dove ad alcuni candidati sono state sorteggiate, con metodi alla buona e diversi da commissione a commissione, domande sin troppo specifiche e di difficoltà molto più elevata rispetto a quelle generiche ed a volte più confacenti ad appurare la reale preparazione per il ruolo da dirigente: ad esempio l’alternanza scuola/lavoro in Grecia e la redazione del PTOF.

Come se ciò non bastasse la mia personale testimonianza rivela che, anche in presenza di domande pertinenti, bastava un differente atteggiamento della commissione relativo ai singoli candidati. La mia domanda, infatti, verteva sul codice disciplinare dei dipendenti pubblici, ma mi è stato chiesto di citare un decreto legge articolo per articolo, evidentemente per mettermi a mio agio e per essere del tutto avulsi dal nozionismo, che era uno dei criteri elencati nelle indicazioni preventive per l’esame orale da evitare il più possibile. Infine a proposito di leggi che ogni Dirigente Scolastico, così come il MIUR, dovrebbe conoscere perfettamente, citare la 241 del 1990 apparirebbe specioso ed inutile.

Purtroppo non lo è, poiché i funzionari del Ministero, rari esempi di correttezza ed efficienza, a tutt’oggi mi hanno lasciato sprovvisto di ogni copia relativa ai verbali dell’orale da me richiesti in data 14 del mese di Giugno, proprio in ossequio alla citata disposizione legislativa, per altro dopo essere stati diffidati il giorno 19 del mese successivo. Quindi, lungi dall’essere un ennesimo appello alla magistratura perchè restituisca e risarcisca coloro i quali sono stati defraudati da una selezione con evidenti pecche come quella citata, per questo scopo vi sono le aule dei tribunali, per altro già abbastanza intasate, la mia voce voglia apparire solo uno sprone a migliorare, anche e soprattutto per il futuro, procedure concorsuali così farraginose ed arbitrarie, poco degne di designare, anche in presenza di ottime professionalità, una classe dirigente.

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