Una lettera denuncia dagli insegnanti di Padova: boom di depressi in classe

di Giulia Boffa
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Red – Dieci insegnanti di Pordenone hanno denunciato in una lettera aperta il mal di lavorare e di vivere a scuola da parte dei docenti e ATA.

Una lettera aperta che trova riscontro nei dati: sono 100 gli inidonei per motivi di salute, certificati dalla commissione medica provinciale. Si tratta di 35 docenti e 75 ausiliari, tecnici e amministrativi Ata.

Red – Dieci insegnanti di Pordenone hanno denunciato in una lettera aperta il mal di lavorare e di vivere a scuola da parte dei docenti e ATA.

Una lettera aperta che trova riscontro nei dati: sono 100 gli inidonei per motivi di salute, certificati dalla commissione medica provinciale. Si tratta di 35 docenti e 75 ausiliari, tecnici e amministrativi Ata.

Circa uno su due accusa un disagio psichico: Dmp, cioè disagio mentale professionale correlato a stress da lavoro o patologie fisiche, a mobbing e burnout (patologia legata allo stress).

Secondo una ricerca, il 59 per cento di insegnanti si definisce “in apprensione” e il 13 per cento “in grave stato ansioso”. In Italia, lo dicono dati europei, 120 mila depressi insegnano. I sintomi: stanchezza cronica, insonnia, nervosismo, incapacità a gestire la classe, sentirsi in colpa o inadeguato. Il problema è anche degli studenti: in aumento nelle scuole provinciali, secondo le ultime ricerche, i casi di anoressia o gli episodi di mal di vivere.

"Bisogna ridare fiducia e valore al ruolo docente – dice Giordano Brunettin, storico e professore tra i firmatari della lettera-denuncia –. I ragazzi non studiano, i genitori fanno i sindacalisti dei figli, i docenti sono incalzati da incombenze burocratiche. Bisogna ritornare alla sostanza reale dell’educare".

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